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UN APPELLO PER I TIBETANI DEVASTATI DAL NUBIFRAGIO IN LADAKH |
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Campagne
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Il rappresentante del Dalai Lama parla con l'Associazione Italia Tibet da Leh. In questo video alcune immagini dal Ladakh e l'intervista di Claudio Cardelli a Chomdup Tashi. Si ringrazia Marco vasta per l'organizzazione dell'intevista e Sauro Turroni ed Enzo Capanna per il materiale fotografico.
Link al video (YouTube)
Segue il testo originale dell'appello:
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AIUTIAMO LA GENTE DI YHSHU! |
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Campagne
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Nella zona devastata dal terremoto, i superstiti hanno bisogno di tutto: coperte, tende, medicinali, acqua e vesti adeguate per difendersi dalle rigide temperature.
L’Associazione Italia-Tibet ha aderito all’appello lanciato da ASIA, l’unica organizzazione non governativa italiana che opera nella zona del sisma.
ASIA è presente nel territorio del Qinghai dal 1993 e nel corso degli anni ha aiutato la popolazione locale realizzando numerosi progetti assistenza.
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Appello per la cessazione di tutte le sentenze capitali |
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Campagne
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27 ottobre 2009. Mentre ancora non è accertato il numero esatto dei tibetani uccisi a Lhasa (i giorni scorsi era circolata la voce che le persone fucilate fossero quattro), il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Ma Zhaoxu, ha confermato la notizia dell’esecuzione di due tibetani. Si tratta di Lobsang Gyaltsen, ventisette anni, di Lhasa, e di Loyak, venticinque anni, di Tashi Khang, Shol Township, periferia della capitale tibetana.
La notizia è stata confermata anche dal Ministero degli Esteri britannico. Il 23 ottobre, alcuni funzionari ministeriali hanno preso contatto con l’ambasciata cinese a Londra che ha dato conferma del numero e delle generalità dei due tibetani uccisi. L’ambasciata cinese ha smentito l’uccisione di altri due prigionieri politici definendo genericamente “voci” le notizie circolate in questi giorni.
Secondo un comunicato diffuso il giorno 8 aprile 2009 dall’agenzia di stato Xinhua, Lobsang Gyaltsen era stato condannato a morte per aver appiccato il fuoco a un negozio, a Lhasa, durante le manifestazioni del marzo 2008, provocando la morte del proprietario. A Loyak era stata sentenziata la stessa pena per aver incendiato un negozio di motociclette e provocato la morte di cinque persone. Radio Free Asia riferisce che, prima di morire, è stato concesso a Lobsang Gyaltsen di vedere sua madre. Queste le sue ultime parole: “Non ho nulla da dire se non, per favore, abbi cura di mio figlio e fallo andare a scuola”.
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Appello per il rilascio di Dhondup Wangchen |
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Campagne
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 Dhondup Wangchen fu arrestato il 26 marzo 2008, poco dopo aver completato le riprese del film - documentario "Leaving Fear Behind" (visibile nel sito alla sezione "Filmati"). Nel documentario sono riportati i sentimenti dei tibetani circa i Giochi Olimpici del 2008 e i loro punti di vista sull'attuale situazione in Tibet e sul ritorno del Dalai Lama.
Dhondup Wanchen è accusato di "incitazione al separatismo" e spionaggio "a favore di un'organizzazione o di individui residenti all'estero". Nel giugno 2009 gli è stata negata la possibilità di essere difeso da un avvocato di sua scelta.
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Lettera di petizione per fermare l'esecuzione dei tibetani condannati a morte |
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Campagne
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È in corso l'invio di una lettera di petizione da inviare al Ministro della Giustizia cinese per fermare l'esecuzione delle condanne a morte sentenziate lo scorso 8 aprile 2009 nei confronti di quattro tibetani coinvolti nelle manifestazioni del marzo 2008 a Lhasa. È possibile firmare la petizione on line collegandosi al sito web di International Tibet Support Network in seguito riportato:
http://org2.democracyinaction.org/o/5380/t/5114/p/dia/action/public/?action_KEY=598
La lettera di petizione sarà automaticamente inviata. Assieme ai tibetani e al tutte le organizzazioni che nel mondo operano a difesa dei diritti umani, facciamo sentire la nostra voce a difesa della vita dei condannati! Grazie per la vostra collaborazione,
Associazione Italia-Tibet
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25 aprile 2010: il Panchen Lama compie 21 anni. Appello per la sua liberazione. |
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Campagne
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Il 25 maggio 2010 il Panchen Lama compirà 21 anni. Attiviamoci con rinnovato impegno chiedendo sue notizie e la sua liberazione.
Gedhun Choekyi Nyima, 11° Panchen Lama del Tibet, fu rapito dalle autorità cinesi, assieme ai suoi genitori, il 14 maggio 1995, all’età di appena sei anni. Nel 1996 il governo cinese ha ammesso di detenerlo in “custodia preventiva” e a nulla sono valse le innumerevoli richieste di notizie sulle sue condizioni di salute e sul luogo della sua detenzione avanzate, nel corso degli anni, da numerosi governi, organizzazioni a salvaguardia dei diritti umani e dalle Nazioni Unite.
Il Panchen Lama, è uno dei più importanti leader religiosi tibetani. Al suo posto, le autorità della Repubblica Popolare Cinese hanno designato un altro ragazzo, Gyaltsen Norbu, che cresce e studia a Pechino sotto lo sguardo vigile degli organi del Partito. Spesso appare in manifestazioni pubbliche a fianco dei leader cinesi.
Mobilitatevi per la sua liberazione inviando il vostro messaggio a Du Qinglin, Ministro del Fronte Unito per il Lavoro. Troverete la lettera collegandovi al sito:
http://org2.democracyinaction.org/o/5380/p/dia/action/public/?action_KEY=2547
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