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Dharamsala, 25 gennaio 2012. Per il secondo giorno consecutivo la polizia cinese ha aperto il fuoco contro un numeroso gruppo di tibetani che pacificamente dimostravano contro l’occupazione del loro paese. È accaduto ieri, 24 gennaio, a Serthar, Prefettura di Kardze (o Kandze), nella provincia orientale del Sichuan. Due i tibetani uccisi: Popo, trentacinque anni, e Dawa Dakpa, poco più che trentenne. La Polizia Armata del Popolo è intervenuta in modo massiccio – pare siano stati mobilitati oltre 600 agenti – e ha iniziato a sparare indiscriminatamente sulla folla di oltre duecento tibetani che, nel centro di Serthar, marciavano distribuendo volantini e recando striscioni e cartelli in cui chiedevano l’indipendenza del Tibet e auguravano lunga vita al Dalai Lama.
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Dharamsala, 23 gennaio 2012. Un laico tibetano identificato come Yonten e residente a Drango, una città ubicata nella Contea della Prefettura Autonoma di Kandze, è stato ucciso questa mattina dalla polizia cinese che ha sparato sulla folla per reprimere una protesta della popolazione locale. Nel darne notizia, il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia rende noto che attualmente il corpo di Yonten è custodito dai monaci all’interno del monastero di Drango.
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Dharamsala, 20 gennaio 2012. Dalla metà di febbraio fino alla fine di marzo sarà vietato l’ingresso in Tibet ai turisti stranieri. La chiusura dei confini, dettata da motivi politici, abbraccia un periodo che le autorità cinesi ritengono “sensibile” in quanto comprende due importanti eventi: le celebrazioni del Losar, il capodanno tibetano, che quest’anno avranno il loro culmine tra il 22 e il 24 febbraio, e la commemorazione dell’insurrezione del 10 marzo 1959, quarto anniversario delle manifestazioni anticinesi scoppiate a Lhasa nel 2008 e presto dilagate in tutto il paese.
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Dharamsala, 17 gennaio 2012. È un ragazzo di 21 anni, Lobsang Jamyang, il tibetano che sabato 14 gennaio si è dato fuoco a Ngaba, l’ormai tristemente nota cittadina della prefettura autonoma di Qiang, nella provincia del Sichuan. Il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia ha reso noto che Lobsang, in una strada nelle vicinanze del monastero di Kirti, ha gridato “Possa il Dalai Lama vivere almeno mille anni” e altri slogan prima di essere avvolto dalle fiamme. Secondo alcuni testimoni oculari ha continuato fino all’ultimo a camminare e gridare (nella foto è ritratto Sonam Wangyal Rinpoche, deceduto il giorno 8 gennaio).
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:36 )
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14 gennaio 2012, ore 12.00. Nelle prime ore della mattina è arrivata dal Tibet la notizia che a Ngaba erano in corso scontri tra le forze della polizia cinese e la popolazione locale tra cui numerosi monaci del monastero di Kirti. In questi minuti, International Tibet Network e il gruppo di sostegno inglese Free Tibet hanno confermato che a Ngaba la polizia, intervenuta per rimuovere il corpo di un tibetano, un laico, che si era dato fuoco, ha iniziato a sparare sulla folla.
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Dharamsala, 11 gennaio 2012. Hanno un nome i due tibetani immolatisi il 6 gennaio 2012. Sono i due “eroi” Pawo Tsultrim e Pawo Tenyi, entrambi ventenni, che alle 14.40 (ora locale) si sono dati fuoco a Ngaba. Un testimone oculare ha raccontato che insieme, con le mani giunte e il viso rivolto verso il monastero di Kirti, hanno gridato “Lunga vita al Dalai Lama” e “Vogliamo che il Dalai Lama ritorni in Tibet” prima di essere avvolti dalle fiamme. Tenyi è morto lo stesso 6 gennaio, poco dopo essere stato prelevato dalle forze dell’ordine, Tsultrim è spirato la notte del 7 gennaio.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Gennaio 2012 16:37 )
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