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14 maggio 2012. Esisterebbe un piano cinese per uccidere il leader tibetano. Lo ha rivelato lo stesso Dalai Lama in un’intervista rilasciata al domenicale Sunday Telegraph, in edicola ieri, della quale il sito del giornale ha pubblicato i giorni scorsi un’anticipazione. Il leader religioso tibetano ha dichiarato di aver ricevuto questa informazione dal Tibet. “Alcuni agenti cinesi stanno addestrando donne tibetane allo scopo di uccidermi” – ha affermato il Dalai Lama. “Finte devote con del veleno nei capelli e nelle sciarpe dovrebbero cercare di avvicinarmi ed essere toccate da me per ottenere la mia benedizione”.
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Dharamsala, 5 maggio 2012. Le autorità cinesi della Prefettura di Kardze (Provincia del Sichuan) hanno imposto a tutte le Organizzazioni non Governative locali la registrazione presso l’Ufficio Affari Civili della prefettura. Se le nuove disposizioni, decretate il 26 aprile, non saranno rispettate le “organizzazioni sociali” saranno dichiarate illegali. Stessa sorte toccherà alle organizzazioni che, secondo il governo, non risponderanno ai requisiti richiesti per la registrazione. Saranno riconosciute solo le ONG conformi ai criteri di legalità stabiliti dalle autorità della Contea.
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Dharamsala, 2 maggio 2012. Un tribunale della Prefettura di Kardze, nella Provincia del Sichuan (la storica regione tibetana del Kham), ha condannato a pesanti pene detentive sedici tibetani, monaci e laici, che erano stati arrestati dopo le manifestazioni di protesta avvenute lo scorso 23 gennaio 2012 a Drango. Riferisce il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia che la sentenza è stata emessa il 26 aprile, che i tibetani condannati hanno un’età compresa tra i 50 e i 20 anni e che le pene inflitte vanno dall’ergastolo a un anno di reclusione.
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27 aprile 2012 (AsiaNews). Le autorità cinesi "stanno commettendo un genocidio culturale" in Tibet tramite politiche che gettano i presupposti per la completa, sistematica distruzione del popolo tibetano. Lo scrive in un lungo rapporto International Campaign for Tibet, un’organizzazione non governativa che monitora la situazione della regione. Nel testo gli autori chiedono alla comunità internazionale di "agire con rapidità" per interrompere la repressione in atto.
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Dharamsala, 23 aprile 2012. Arrivano dal Tibet notizie di nuovi pestaggi, arresti, espulsioni di monaci dai monasteri e chiusure di scuole e istituzioni tibetane. Il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia ha reso noto in data odierna che il 14 aprile, circa duecentocinquanta tibetani residenti nel villaggio di Da-Yul (nella Contea di Kardze) sono stati arrestati per aver protestato contro la chiusura di una organizzazione locale, la Da-yul Thundin Tsogpa”, letteralmente “l’Associazione per l’Unità di Da-yul”.
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Dharamsala, 19 aprile 2012. Altri due tibetani si sono immolati con il fuoco in Tibet alle ore 13.00 (ora locale) a Zamthang (o Dhzomtung), località situata a sud est di Ngaba. Sono due giovani ventenni, entrambi laici, Choephag Kyab e Sonam. Al momento non sono pervenute notizie circa le loro condizioni. Nello stesso luogo si era auto immolato lo scorso 19 febbraio Nangdrol (o Nya Drul), un ragazzo di diciotto anni – morto all’istante – che aveva sacrificato la sua vita al grido di “Lunga vita a Sua Santità il Dalai Lama” e “Libertà per il Tibet”.
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