IL DALAI LAMA FAVOREVOLE ALL’ELEZIONE “DEMOCRATICA” DEL SUO SUCCESSORE

Dalai Lama 10marzo09Dharamsala, 21 giugno 2009. In un video clip mostrato a Dharamsala a centinaia di monaci, monache e laici, il Dalai Lama afferma che non è più necessario che i due ruoli di capo spirituale e di capo politico siano ricoperti da una sola persona. “I Dalai Lama hanno svolto la funzione di capo religioso e capo politico negli ultimi quattrocento o cinquecento anni” – dichiara Tenzin Gyatso  – “ma quel periodo è terminato”. “Oggi è chiaro a tutto il mondo che, nonostante qualche aspetto negativo di minor momento, il sistema democratico è il migliore ed è importante che anche i tibetani facciano proprie le linee della comunità internazionale”. “Affidare l’intera responsabilità alla persona del Dalai Lama può essere pericoloso” – prosegue il leader tibetano –, “è più appropriato che alla guida del popolo vi sia un individuo democraticamente eletto, è finita l’era in cui un leader religioso assume anche la leadership politica”.

Il Dalai Lama ha più volte affrontato, in passato, il delicato problema della sua successione lasciando ai tibetani stessi la decisione sull’opportunità di mantenere, dopo la sua morte, il lignaggio dei Dalai Lama. A fronte delle dichiarazioni di Pechino, secondo cui la figura del Dalai Lama deve essere riconosciuta dal governo cinese, Tenzin Gyatso ha ripetutamente affermato che il suo successore potrebbe essere designato da lui stesso oppure democraticamente eletto. Potrebbe essere un membro del governo o un lama di alto lignaggio, non necessariamente residente in Tibet o in India.

(reuters.com)