CINA: ALLO STUDIO UN PIANO PER CONTROLLARE L’ACCESSO AL WEB

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Pechino, 23 giugno 2009. Dopo un’altalenante sequenza di conferme e smentite, il governo cinese ha reso noto di non aver abbandonato il progetto di installare in ogni computer venduto in Cina a partire dal prossimo 1° luglio un particolare software destinato a “filtrare” e controllare l’accesso ai siti Internet. Secondo quanto dichiarato dai funzionari del Ministero dell’Industria e dell’informazione Tecnologica al quotidiano China Daily, il piano, denominato “Green Dam-Youth Escort”, intende “purificare la società civile” impedendo agli utenti della rete l’accesso ai siti pornografici e a quelli che trattano argomenti politicamente sensibili quali il Tibet, il movimento Falun Gong o il massacro di Piazza Tienanmen. Per rendere più efficace il controllo su Internet, la città di Pechino vorrebbe inoltre reclutare, entro la fine dell’estate, diecimila volontari incaricati di monitorare tutti i contenuti dei siti on line.Duramente criticata dal governo cinese per lo scarso controllo sull’accesso ai siti “pornografici e volgari” della rete, Google – China, la succursale cinese del potente motore di ricerca, ha deciso di apportare filtri e modifiche al proprio sistema di “navigazione” on line. “Stiamo rivedendo il funzionamento dei nostri servizi e compiendo tutti i passi necessari alla risoluzione del problema” – ha dichiarato un rappresentante della potente compagnia californiana. La nuova “capitolazione” di Google, che già tre anni fa aveva lanciato una versione censurata del proprio motore di ricerca, in acquiescenza alla legge cinese, è considerata una nuova vittoria di Pechino e un’ ulteriore minaccia alla libertà di espressione.Allo scopo di impedire la ricezione delle trasmissioni straniere, in particolare i programmi trasmessi da Radio Free Asia e Voice of America, nella provincia del Gansu le autorità cinesi hanno iniziato a rimuovere le parabole satellitari dai tetti delle case. “Al loro posto hanno installato delle linee per la ricezione dei programmi autorizzati dal governo”, ha dichiarato una donna. “Ci hanno detto che stavano eseguendo gli ordini del governo e hanno distribuito alla popolazione copia delle lettere ricevute dalle autorità centrali”.

(nytimes.com/Phayul)