Il Dalai Lama vince un Grammy Award per un audiolibro sulla compassione e la pace

2 febbraio 2026

Domenica 1° febbraio, a Los Angeles, è stato conferito a Sua Santità il Dalai Lama il Grammy Award nella categoria miglior audiolibro per il suo album sul tema: Meditations: the Reflections of His Holiness the Dalai Lama

L’audiolibro contiene le riflessioni del Dalai Lama sulla compassione, la pace, il benessere interiore e la responsabilità universale, accompagnate dalle composizioni musicali originali del famoso maestro di sarod Ustad Amjad Ali Khan e dei suoi figli Amaan Ali Bangash e Ayaan Ali Bangash. Il progetto collaborativo vede anche la partecipazione di un gruppo eterogeneo di artisti internazionali, tra cui Andra Day, Maggie Rogers, Tony Succar, Ted Nash, Debi Nova e Rufus Wainwright. L’album è stato prodotto dal pluripremiato produttore Kabir Sehgal.

Appresa la notizia, il novantenne vincitore del Premio Nobel per la Pace ha espresso gratitudine e umiltà, sottolineando di non considerare il premio un risultato personale. “Accolgo questo riconoscimento con gratitudine e umiltà”, ha dichiarato il Dalai Lama. “Non lo vedo come qualcosa di personale, ma come un riconoscimento della nostra responsabilità universale condivisa”. “Credo sinceramente – ha aggiunto – che la pace, la compassione, la cura per il nostro ambiente e la comprensione dell’unicità dell’umanità siano essenziali per il benessere collettivo di tutti gli otto miliardi di esseri umani. Sono grato che questo riconoscimento ai Grammy possa contribuire a diffondere questi messaggi in modo più ampio”.

Alla cerimonia di premiazione, il cantautore statunitense Rufus Wainwright, che ha partecipato alla realizzazione dell’audiolibro, ha ritirato il Grammy a nome del Dalai Lama. “Ok, ovviamente non sono il Dalai Lama”, ha scherzato Wainwright dal podio. Ha poi descritto il progetto come un ‘privilegio’, affermando che è stato un onore ritirare il premio a nome del leader spirituale, “la cui saggezza è al centro di questo lavoro”.

La vittoria ai Grammy ha tuttavia suscitato aspre critiche da parte della Cina che ha definito la decisione politicamente motivata. Pechino, per bocca del portavoce del Ministero degli Esteri Lin Jian, ha definito il premio uno strumento contro la Cina e ha accusato il Dalai Lama di impegnarsi in attività politiche sotto le spoglie della religione ribadendo le accuse da lungo tempo lanciate contro il leader tibetano. “Il Dalai Lama non è solo un religioso”, ha detto Lin nel corso di una conferenza stampa. “E’ un esule politico impegnato in attività separatiste mascherate dalla religione”, aggiungendo che la Cina “si oppone fermamente all’uso del premio come strumento per svolgere attività anti-cinesi”.

Fonte: Phayul