TIBET: CONFISCATI I TESTI IN TIBETANO DEGLI STUDENTI DI BARKHAM. LE ULTIME NOTIZIE DA NGABA

funerali_di_PDharamsala, 9 maggio 2011. Le autorità cinesi della Contea di Barkham hanno confiscato e dato alle fiamme i testi scolastici in lingua tibetana e qualsiasi altro materiale stampato non autorizzato dal governo. Agli studenti della locale scuola superiore è stato fatto sapere che non è loro consentito il possesso di libri privi dell’ufficiale imprimatur governativo.

Gli studenti del liceo di Barkham avevano iniziato il 17 marzo scorso uno sciopero della fame in segno di solidarietà con Phuntsok, il monaco di Kirti morto dopo essersi dato fuoco per protesta contro l’occupazione cinese (nella foto un momento del suo funerale). Da allora erano stati praticamente reclusi all’interno dell’istituto scolastico, senza alcuna possibilità di comunicare con il mondo esterno.

Ai numerosi studenti della Contea di Ngaba iscritti al liceo di Barkham è stato vietato, a tempo indeterminato, il ritorno a casa e saranno quindi trattenuti a Barkham anche in occasione delle imminenti vacanze estive. A Ngaba, il monastero di Kirti è sempre strettamente controllato dalle forze di sicurezza cinesi: polizia e personale militare, in abiti civili, presidiano il monastero e, dalle colline circostanti, spiano i movimenti della popolazione. Parte dei dormitori dei monaci sono stati sequestrati dalle autorità cinesi e fungono ora da alloggio per i graduati dell’esercito e della polizia.

Il 2 maggio, due monaci di Kirti, Lobsang Dhargye, 31 anni, e Kunchok Tsultrim, 33 anni, sono stati condannati a tre anni di carcere. Entrambi originari dell’Amdo, sono stati giudicati dalla Corte del Popolo di Ngaba e immediatamente trasferiti in una località ignota. Il 5 maggio, gli agenti cinesi sono riusciti a domare, con le minacce, la volontà dei monaci ribelli che, dal 2 aprile, si rifiutavano di sottostare alle sessioni di ri-educazione patriottica. Ai religiosi è stato detto che se non si fossero piegati a frequentare i programmati tre mesi di ri-educazione, le sessioni sarebbero proseguite per almeno un anno e che niente avrebbe potuto dissuadere i funzionari comunisti dal portare avanti il compito prefissato.

L’8 maggio si è appreso della scomparsa di Chogyam, trentatré anni, sparito dal 15 aprile e, sembra, detenuto nel carcere di Chengdu. Sono stati denunciati molti analoghi casi di sparizione di persone che si presume siano trattenute dalla pubblica sicurezza. Uno dei coordinatori dell’Ufficio Stampa del monastero di Kirti in India ha fatto sapere che il 12 aprile, in seguito agli scontri tra la polizia e la popolazione locale accorsa per impedire l’ingresso dei militari al monastero – scontri che provocarono la morte di due anziani – furono operati numerosi arresti. I più giovani furono portati in un centro di detenzione, maltrattati e percossi. Gli anziani furono invece trasferiti in un centro nei pressi del fiume Ngaba dove tuttora sono sottoposti ad un programma giornaliero di ri-educazione.

Dal 6 maggio è stato posto un limite alle visite ai congiunti all’interno del monastero, dal 18 aprile consentite alle donne della famiglia di età non inferiore ai cinquant’anni e munite di regolari documenti. Non sarà possibile effettuare più di una visita alla settimana. Soldati e polizia sorvegliano gli ingressi ai dormitori e i controlli sono stati rafforzati.

 

Fonti: The Tibet Post International – Phayul