Tibet: prosegue la sistematica raccolta di campioni di DNA tra gli abitanti della Regione Autonoma

18 novembre 2022

Diverse organizzazioni internazionali denunciano il proseguire arbitrario della raccolta di campioni di DNA in molte città e villaggi della Regione Autonoma Tibetana.

Citizen Lab -un’organizzazione con sede a Toronto -, Human Rights Watch e European Times hanno denunciato i trattamenti disumani esercitati da Pechino sulle minoranze etniche, in particolare sugli uiguri e sui tibetani. I rapporti pubblicati rivelano inoltre che, tra il giugno 2016 e il luglio 2022, nella cosiddetta Regione Autonoma Tibetana la polizia cinese ha raccolto campioni di DNA in un numero compreso tra le 919,282 e le 1.206,962 unità, pari rispettivamente al 25,1% e al 32.% del totale della popolazione tibetana che attualmente ammonta a 3.6 milioni di persone. European Times riferisce che prelievi di massa vengono effettuati non solo sulla popolazione maschile ma anche sulle donne e i bambini in nome di una presunta “stabilità sociale”. Nella regione dello Xinjiang la polizia ha raccolto i campioni di DNA dell’intera popolazione in età compresa tra i 12 e 65 anni.

In un rapporto redatto lo scorso mese di settembre 2022 Human Rights Watch aveva reso noto che la polizia cinese effettuava raccolte di DNA senza che ciò avvenisse per favorire le indagini legate a casi di criminalità e senza che la popolazione potesse opporvisi. Nel dicembre 2020, nella provincia del Qinghai, è stato raccolto il DNA di tutti i bambini e ragazzi dai cinque anni in su senza il consenso dei genitori. Le raccolte di campioni, afferma HRW, stanno avvenendo in tutte le prefetture e municipalità che compongono la “Regione Autonoma del Tibet” con l’intento di creare una database regionale del DNA ritenuto dalle autorità uno strumento per “migliorare l’efficienza dei controlli e facilitare la caccia ai latitanti”.

“Non ci sono prove disponibili al pubblico che indichino che le persone possano rifiutarsi di partecipare o che la polizia sia in possesso di elementi tali da giustificare il prelievo dei campioni a causa di una condotta criminale”, afferma Human Rights Watch, aggiungendo che la raccolta di massa in corso costituisce una grave violazione dei diritti umani.

 

Fonti: tibet.net – Human Rights Watch