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NUOVA FASE DELLA "MARCIA VERSO IL TIBET"
di Karma C.,
corrispondente alla Marcia verso il Tibet per
Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv)
Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (www.dossiertibet.it)
Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it)
Giotibet (www.giotibet.com)
Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.org)
Vedi anche:
Comune di Cologno Monzese (www.comune.colognomonzese.mi.it)
Alternative Tibetaine (www.alternative-tibetaine.org )
Ektar Vihar, Uttar Pradesh 29 aprile 2008 (ore 22,00)
I marciatori hanno raggiunto il villaggio di Ektar Vihar dove trascorreranno la notte. Erano partiti molto presto da Pakwara e hanno percorso anche oggi una ventina di chilometri. Durante il percorso si sono fermati nella cittadina di Moradabad per recitare una preghiera in occasione del decimo anniversario della morte di Thupten Ngodup che si immolò, dandosi fuoco, per la causa tibetana nel 1998 quando la polizia indiana pose termine con la forza allo sciopero della fame organizzato in quell'anno a Delhi dal Tibetan Youth Congress. Questa è la mia ultima corrispondenza da questa seconda fase della "Marcia". Devo tornare improrogabilmente in Europa per riprendere la mia vita normale. Lascio un frammento del mio cuore con questi marciatori e con il loro progetto. Spero che il mondo comprenda cosa è avvenuto, sta accadendo e accadrà qui in India. La "Marcia Verso il Tibet" è una finestra aperta sul Tibet e la causa tibetana. Deve continuare ad andare avanti e a interrogare la coscienza del mondo riguardo l'ingiustizia rappresentata dall'occupazione cinese del Tetto del Mondo e la determinazione di noi tibetani di non accettarla e di continuare a lottare per la nostra libertà e per l'indipendenza del nostro Paese. Più di duecento persone sono in cammino attraverso le strade di un India torrida, assolata, incandescente, folle di polvere e di calore. Marciano per tenere alta la bandiera della nostra speranza. Non lasciamoli soli. Non lasciateli soli. Grazie ancora una volta a quanti mi hanno consentito di trascorrere due emozionanti mesi insieme a questi patrioti.
Duduli, Uttar Pradesh, 27 aprile 2008 (ore 23,30)
I marciatori sono partiti questa mattina alle 06,00 e hanno percorso oltre venti chilometri sotto il sole cocente ed hanno raggiunto nel pomeriggio il villaggio di Duduli dove trascorreranno la notte. Il morale continua ad essere molto alto anche se la stanchezza comincia a farsi sentire.
Jhilapur, Uttar Pradesh, 26 aprile 2008 (ore 23,30)
Oggi i marciatori hanno percorso 23 chilometri e sono arrivati al
villaggio di Jhilapur. Sono stati raggiunti da altri 24 e quindi
adesso il totale è di 224 marciatori. La temperatura continua ad
aumentare ed ormai è costantemente sopra i 42°. Cinque persone
soffrono di problemi intestinali e due hanno problemi di eruzioni
cutanee. Ieri era il compleanno del Panchen Lama e quindi in segno di
rispetto la "Marcia Verso il Tibet" si è fermata per un giorno.
Brijghat, Uttar Pradesh, 23 aprile 2008 (ore 20,30)
Oggi i marciatori hanno percorso 10 chilometri e si sono fermati per
la notte nel villaggio di Brijgath. Si è unito a loro un sostenitore
della causa italiano, il Dr. Riccardo Zerbetto fondatore del movimento
"WorldactionTibet".
Arsani, Uttar Pradesh, 23 aprile 2008 (ore 19,00)
Anche questa mattina i marciatori sono partiti molto presto.
Hanno percorso 14 chilometri e si sono fermati per il pernottamento nel
villaggio di Arsani. Purtroppo abbiamo saputo che un giornalista
italiano, Lorenzo Cremonesi, ha pubblicato qualche settimana fa sul
"Corriere della Sera", un articolo in cui riportava dichiarazioni di
intenti terroristici del presidente del TYC, Tsewang Rinzin. Nel titolo
addirittura gli si faceva dire, "Potremmo usare i kamikaze". Qualche
giorno fa l'intervista è stata ripresa dal corrispondente in Italia
dell'agenzia ufficiale cinese Xinhua e questo ha consentito a Pechino
di orchestrare una campagna stampa contro la TYC accusandola di essere
un gruppo terrorista. Carlo Buldrini le ha tradotte in inglese e
inviate al presidente del TYC che le ha così potute leggere. Ora le
dichiarazioni riportate nell'articolo SONO ASSOLUTAMENTE FALSE. IL
GIORNALISTA SE LE E' INVENTATE DI SANA PIANTA. Tsewang Rinzin non le ha
mai rilasciate e domani alle 11 terrà una conferenza stampa a
Dharamsala per denunciare questo atto spregevole di giornalismo
spazzatura. Dovreste farlo sapere a tutti e protestare energicamente
con il Corriere della Sera.

Chopar, Uttar Pradesh, 21 aprile 2008 (ore 16,30)
La "Marcia" è partita questa mattina presto da Harpur e i marciatori
hanno percorso 15 chilometri nelle consuete, terribili, condizioni
ambientali. Pochi minuti fa sono giunti nel villaggio di Chopar dove
trascorreranno la notte. Il caldo torrido, la polvere e le nuvole di zanzare notturne stanno mettendo a dura prova il fisico dei marciatori
ma non il morale che continua ad essere alto. Credo che in questo
momento sarebbe molto importante far pervenire loro segnali di
attenzione e solidarietà da parte dei gruppi di sostegno al Tibet e
anche da singoli individui. E sarebbe anche di grande aiuto se qualche
amico internazionale potesse partecipare, magari per brevi tratti,
alla "Marcia". Organizzatori e partecipanti non devono assolutamente
avere la sensazione di essere isolati e dimenticati dal mondo.
Hardpur, Uttar Pradesh, 21 aprile 2008 (ore 14,30)
I marciatori sono partiti anche questa mattina poco dopo l'alba, dal
momento che solo nelle primissime ore del giorno la temperatura è
tollerabile. Hanno percorso 18 chilometri nel traffico impazzito delle
autostrade indiane e nel caldo che diventa sempre più torrido ogni
giorno che passa. Sono giunti adesso nella cittadina di Hardpur,
sempre nel territorio dello stato dell'Uttar Pradesh. Un uomo di 74
anni, un giovane monaco e una ragazza si sono sentiti male ma non
sembrano essere in pericolo di vita come, soprattutto per l'uomo, si
era temuto in un primo momento. Certo che le condizioni climatiche
sono realmente terribili, soprattutto per i marciatori che vivono
sulle colline e non sono abituati alle allucinanti temperature delle
pianure indiane. Mosche, zanzare e gli oltre 40 gradi di media, sono i
nostri inseparabili compagni di viaggio. Comunque la "Marcia Verso il
Tibet" prosegue. Le cinque NGO non intendono abbandonare la lotta che,
anzi, dovrà intensificarsi quando la torcia delle Olimpiadi della
vergogna entrerà in Tibet tra qualche settimana.
Chaajatr, Uttar Pradesh, 20 aprile 2008 (ore 18,00)
Questa mattina verso le 06, i marciatori hanno ripreso la "Marcia
verso il Tibet" in un clima già torrido e con l'aria resa spesso
irrespirabile da improvvise folate di vento che solleva grandi nubi di
polvere in queste assolate e aride campagne della pianura indiana.
Procedono in silenzio, concentrati, in fila indiana tenendo alte le
bandiere tibetane, indiane, i ritratti di Gandhi e del Dalai Lama.
Adesso, che l'estate indiana incalza e le colline che avevamo
attraversato in marzo sono solo un ricordo, è molto più duro marciare.
Comunque, l'ho già ricordato ieri, la volontà di andare avanti è forte
così come la consapevolezza che questa "Marcia" tiene aperta una
finestra mediatica sul problema tibetano adesso che le notizie dal
Tibet non riescono più a filtrare. Nel primo pomeriggio, dopo aver
percorso una ventina di chilometri, i marciatori sono arrivati nella
cittadina di Chaajatr e si accamperanno per la notte nel "compound"
della locale Rana University. Per il momento la situazione è calma, i
poliziotti che ci accompagnano non hanno proprio l'aria di voler
fermare la "Marcia". Qui in diversi pensano che forse il governo di New
Delhi, ora che la Torcia olimpica se ne è andata e forse la pressione
cinese è minore, ritenga più saggio non intervenire per non creare
altri incidenti internazionali.
Gaziabad, Uttar Pradesh, 19 aprile 2008 (ore 17,30)
Questa mattina alle 05,30, dopo aver cantato l'inno nazionale
tibetano, 200 marciatori hanno lasciato Delhi dirigendosi verso il
Tibet. Dopo essersi lasciati alle spalle l'area amministrativa di
Delhi, hanno percorso, in poco più di sei ore, venti chilometri e
trascorreranno la notte nella cittadina di Gaziabad, nello stato
indiano dell'Uttar Pradesh . Stanno marciando nel clima torrido
dell'estate indiana tra folate di polvere e temperature costantemente
sopra i 39 gradi, però sono tutti decisissimi ad andare avanti e
consapevoli dell'estrema importanza, per la causa tibetana, di quanto
stanno facendo. Mi ricordano in continuazione di pregare tutti gli
amici internazionali del Tibet di parlare il più possibile di questa
"Marcia".
Karma C.