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SITUAZIONE 19-21 APRILE 2008

di Karma C.,
corrispondente alla Marcia verso il Tibet per  

Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv)

Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)

Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (www.dossiertibet.it)

Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it)

Giotibet (www.giotibet.com)

Laogai Research Foundation Italia (www.laogai.org)

 

Vedi anche:

Comune di Cologno Monzese (www.comune.colognomonzese.mi.it)

Alternative Tibetaine (www.alternative-tibetaine.org )

Hardpur, Uttar Pradesh, 21 aprile 2008 (ore 14,30)
I marciatori sono partiti anche questa mattina poco dopo l'alba, dal
momento che solo nelle primissime ore del giorno la temperatura è
tollerabile. Hanno percorso 18 chilometri nel traffico impazzito delle
autostrade indiane e nel caldo che diventa sempre più torrido ogni
giorno che passa. Sono giunti adesso nella cittadina di Hardpur,
sempre nel territorio dello stato dell'Uttar Pradesh. Un uomo di 74
anni, un giovane monaco e una ragazza si sono sentiti male ma non
sembrano essere in pericolo di vita come, soprattutto per l'uomo, si
era temuto in un primo momento. Certo che le condizioni climatiche
sono realmente terribili, soprattutto per i marciatori che vivono
sulle colline e non sono abituati alle allucinanti temperature delle
pianure indiane. Mosche, zanzare e gli oltre 40 gradi di media, sono i
nostri inseparabili compagni di viaggio. Comunque la "Marcia Verso il
Tibet" prosegue. Le cinque NGO non intendono abbandonare la lotta che,
anzi, dovrà intensificarsi quando la torcia delle Olimpiadi della
vergogna entrerà in Tibet tra qualche settimana.

Chaajatr, Uttar Pradesh, 20 aprile 2008 (ore 18,00)
Questa mattina verso le 06, i marciatori hanno ripreso la "Marcia
verso il Tibet" in un clima già torrido e con l'aria resa spesso
irrespirabile da improvvise folate di vento che solleva grandi nubi di
polvere in queste assolate e aride campagne della pianura indiana.
Procedono in silenzio, concentrati, in fila indiana tenendo alte le
bandiere tibetane, indiane, i ritratti di Gandhi e del Dalai Lama.
Adesso, che l'estate indiana incalza e le colline che avevamo
attraversato in marzo sono solo un ricordo, è molto più duro marciare.
Comunque, l'ho già ricordato ieri, la volontà di andare avanti è forte
così come la consapevolezza che questa "Marcia" tiene aperta una
finestra mediatica sul problema tibetano adesso che le notizie dal
Tibet non riescono più a filtrare. Nel primo pomeriggio, dopo aver
percorso una ventina di chilometri, i marciatori sono arrivati nella
cittadina di Chaajatr e si accamperanno per la notte nel "compound"
della locale Rana University. Per il momento la situazione è calma, i
poliziotti che ci accompagnano non hanno proprio l'aria di voler
fermare la "Marcia". Qui in diversi pensano che forse il governo di New
Delhi, ora che la Torcia olimpica se ne è andata e forse la pressione
cinese è minore, ritenga più saggio non intervenire per non creare
altri incidenti internazionali.

Gaziabad, Uttar Pradesh, 19 marzo 2008 (ore 17,30)
Questa mattina alle 05,30, dopo aver cantato l'inno nazionale
tibetano, 200 marciatori hanno lasciato Delhi dirigendosi verso il
Tibet. Dopo essersi lasciati alle spalle l'area amministrativa di
Delhi, hanno percorso, in poco più di sei ore, venti chilometri e
trascorreranno la notte nella cittadina di Gaziabad, nello stato
indiano dell'Uttar Pradesh . Stanno marciando nel clima torrido
dell'estate indiana tra folate di polvere e temperature costantemente
sopra i 39 gradi, però sono tutti decisissimi ad andare avanti e
consapevoli dell'estrema importanza, per la causa tibetana, di quanto
stanno facendo. Mi ricordano in continuazione di pregare tutti gli
amici internazionali del Tibet di parlare il più possibile di questa
"Marcia".

Karma C.


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