AZIONE URGENTE
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NUOVA LETTERA AL CONI
Caro amico, cara amica,
malgrado i numerosi appelli, venerdì 10 aprile il Comitato Olimpico Internazionale, riunito a Pechino, ha ceduto alle pressioni della Cina e ha deciso di non modificare il percorso della fiaccola che passerà quindi anche attraverso il territorio tibetano. La fiaccola arriverà a Chegdu il giorno 8 giugno e sarà a Lhasa il 21 giugno.
L’Associazione Italia-Tibet vi chiede di continuare la campagna di sensibilizzazione della dirigenza del CONI e della presidenza del CIO affinché intervengano presso gli organizzatori dei Giochi di Pechino 2008 prima che sia troppo tardi e che la nuova provocazione sia causa di nuovi lutti e repressioni.
Questo il testo della nuova lettera da copiare e spedire.
Ti ringraziamo per la collaborazione,
Associazione Italia-Tibet
Fax: 06.36857697
Al Presidente del CONI
Giovanni Petrucci
Ai membri del CIO
Franco Carraro
Mario Pescante
ìOttavio Cinquanta
Manuela di Centa
Francesco Ricci Bitti
Testo:
Egregio Presidente, egregi Membri del CIO,
sono fortemente preoccupato e sgomento di fronte alla decisione del Comitato Olimpico Internazionale e degli organizzatori dei Giochi di Pechino 2008 di persistere nella scelta di far transitare la fiaccola olimpica attraverso il Tibet malgrado le recenti manifestazioni di protesta e le conseguenti repressioni militari tuttora in corso nell’intero territorio tibetano.
Ritengo inconcepibile far passare la fiaccola attraverso il Tibet quando nel paese vi sono migliaia di detenuti e il livello della repressione è così alto da essere paragonato a una “seconda Rivoluzione Culturale”.
Se il Comitato Olimpico persiste nel voler far transitare la fiaccola attraverso il territorio tibetano, compresi la città di Lhasa e il monte Everest, i suoi membri saranno direttamente responsabili della perdita di vite umane, degli arresti e della repressione che fatalmente faranno seguito alle prevedibili proteste.Se il Comitato Olimpico decidesse di non desistere dalla sua decisione, chiedo che si adoperi presso le autorità cinesi affinché consentano libero accesso al Tibet agli organi di stampa per tutto il periodo in cui la fiaccola sarà su quel territorio. Chiediamo inoltre che il Comitato Olimpico renda pubbliche le “regole” che afferma di aver stabilito per il passaggio della staffetta attraverso il Tibet.
Molti cordiali saluti,
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Data