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UN NUOVO GRUPPO DI TIBETANI DA' INIZIO ALLA SECONDA FASE DELLA MARCIA
di Karma C.,
corrispondente alla Marcia verso il Tibet per
Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv)
Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (www.dossiertibet.it)
Il Sentiero del Tibet (www.ilsentierodeltibet.it)
Giotibet (www.giotibet.com)
Vedi anche:
Comune di Cologno Monzese (www.comune.colognomonzese.mi.it)
Alternative Tibetaine (www.alternative-tibetaine.org )
Dopo Kangra, verso Delhi, 15 marzo 2008 (ore 18,30)
La "Marcia Verso il Tibet" oggi si è conclusa senza alcun ostacolo o interruzione da parte delle autorità di polizia indiane. I marciatori sono arrivati nella cittadina di Shalja, a 55 chilometri dal confine dello stato dell'Himachal Pradesh, dove trascorreranno la notte. I marciatori sono sempre più determinati e le notizie che provengono dal Tibet creano un fortissimo clima emotivo. Tra ieri e oggi si è compreso che non si trattava di semplici scontri ma di una vera e proprio insurrezione. Giungono anche notizie di una incredibile copertura mediatica a livello internazionale, sia degli avvenimenti tibetani sia della "Marcia", cosa che rincuora enormemente i marciatori. Per il momento quindi tutto tranquillo, speriamo che non ci siano brutte notizie domani mattina.
Dopo Kangra verso Delhi, 15 marzo 2008 (ore, 15,00)
Abbiamo passato da pochi minuti il confine con il distretto di Kangra e ci dirigiamo verso Delhi. Per il momento la polizia indiana non è intervenuta per fermarci nonostante fosse il limite oltre il quale la "Marcia" non sarebbe potuta procedere.
Sulla strada per Kangra, 15 marzo 2008 (ore 12,45)
Siamo ormai nelle vicinanze di Kangra, dovrebbero mancare solo 4 chilometri. Due uomini dei servizi segreti indiani sono venuti a controllare lo svolgimento della "Marcia". Potrebbe non essere un buon segno. Lo vedremo fra pochi minuti. Rimanete sintonizzati, io cercherò di informarvi tempestivamente degli sviluppi.
Sulla strada per Kangra, 15 marzo 2008 (ore 11,30)
La "Marcia Verso il Tibet" procede senza intoppi, almeno per ora. Abbiamo già percorso diversi chilometri da quando siamo partiti e dovremmo essere a circa 11 chilometri dal confine di Kangra. Quello potrebbe essere un altro punto critico per quanto riguarda possibili interventi polizieschi. Comunque tutti i marciatori sono consapevoli dell'importanza di quanto stanno facendo e pronti anche ad essere arrestati se il governo indiano dovesse continuare a voler impedire al popolo tibetano di esprimersi liberamente tramite una protesta civile, pacifica, non violenta, che non infrange alcuna legge indiana. In questo momento sono presenti diverse testate giornalistiche. A parte alcuni rappresentanti di piccoli giornali locali, ci sono gli inviati di "Voice of America", "Voice of Tibet", "Radio Free Asia", "NDTV" e "Associated Press".
Dehra, 15 marzo 2008 (ore 10,45)
Due turisti giapponesi si sono uniti alla "Marcia Verso il Tibet" per esprimere la loro solidarietà al popolo tibetano. Hanno visto in televisione quanto sta succedendo in Tibet e hanno detto di voler fare qualcosa di concreto. Per il momento non sembra che la polizia voglia intervenire ma è impossibile prevedere cosa possa succedere. Tutto può cambiare da un momento all'altro.
Dehra, 15 marzo 2008 (ore 10,00)
Inizia da Dehra la seconda fase della "Marcia Verso il Tibet". Tensione altissima. Le tragiche notizie provenienti dal Tibet rendono la determinazione dei tibetani in India totale. Ci sono circa cinquanta marciatori, forse di più. Molti monaci e monache ma anche diversi laici. Alla testa del corteo ci sono Chimi Yungdrung e Lhakpa. Le cinque organizzazioni che hanno indetto la "Marcia" sono assolutamente convinte che è il momento di andare avanti e di non fermare assolutamente la "Marcia Verso il Tibet" qui in India nonostante la richiesta di Samdhong Rinpoche che in effetti sembra che non si sia fatto più sentire. I cento arrestati hanno fatto sapere che non appena rilasciati riprenderanno a marciare. Ieri sera a Delhi pare che ci siano stati molti arresti nel corso delle manifestazioni spontanee. Tutti qui sono unanimi nel ritenere fondamentale la capacità di diffondere e comunicare con ogni mezzo possibile quanto avviene in India e in Tibet e allargare la protesta anche fuori da India, Nepal e Tibet. A proposito di Nepal ci giungono notizie di una grande manifestazione contro l'ambasciata cinese a Katmandu dispersa dalla polizia nepalese con la consueta brutalità. E' anche importante chiedere alle autorità indiane di lasciare liberi i tibetani di poter manifestare in modo pacifico e non violento la loro protesta contro quello che sta accadendo a Lhasa e in molte altre parti del Tibet. Ora più che mai i tibetani non debbono essere lasciati soli ed è indispensabile l'aiuto della comunità internazionale. Non potendo fare affidamento sui governi chiedono alle organizzazioni non governative e alla gente di aiutarli. Vedremo nelle prossime ore se la polizia indiana arresterà nuovamente i marciatori o li lascerà procedere nel loro cammino. Restate sintonizzati.