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IN DIRETTA DA PARIGI: CORRISPONDENZA DI PIERO VERNI

 

Parigi, 7 Aprile 2008

Una giornata incredibile, assurda anche per un vecchio sessantottino
come me.
La città letteralmente blindata da centinaia (e non è un paradosso) di camion di CRS in tenuta antisommossa. Tutti i percorsi della torcia assolutamente presidiati militarmente. Lungo il percorso, il permesso di rimanere concesso solo a gruppi di giovani cinesi (la maggior parte dei quali -anche se non tutti- aveva l'aria di essere stati cammellati a spese dell'ambasciata)... per arrivare alla Esplanade del Trocadero ho dovuto fare almeno quattro chilometri prima di trovare un ponte sulla Senna libero. Al Trocadero circa cinquemila persone... mare di bandiere tibetane ma anche del Turkestan Orientale (bellissima, con il fondo celeste e mezzaluna bianca) e del Vietnam del sud. Presenti anche gruppi di cinesi democratici con i loro striscioni. Mentre il grosso era lì (tantissimi liceali parigini, alcuni anche giovanissimi, duri e arrabbiati a urlare "Libérez le Tibet"), piccoli gruppi hanno attaccato in più punti il corteo fermandolo due volte al punto che, nonostante il fantascientifico schieramento di polizia, per paura del peggio la maledetta fiaccola è stata spenta e messa su un pulmann. Scontri, con arresti e feriti, sotto la sede di Radio France... la cerimonia all'Hotel de Ville è stata annullata e i manifestanti proTibet hanno circondato un gruppo di cinesi con le bandiere rosse che hanno dovuto essere protetti da decine e decine di CRS armati di tutto punto. Incredibili gli ordini impartiti ai poliziotti. Poco dietro l'Hotel de Ville un ragazzo è stato fermato per portargli via un manifesto arrotolato. Per fortuna me ne sono accorto e ho cominciato a riprendere tutto (rischiando per altro anche io l'arresto dal quale mi ha salvato solo l'esibizione del tesserino giornalistico) richiamando così una piccola folla e altri giornalisti.

A quel punto è arrivata anche una avvocatessa e i CRS, dopo un lungo tira e molla e intimoriti anche dalla presenza di taccuini e telecamere, hanno dovuto mollare l'osso. Spero che le mie riprese siano venute bene. Alla fine un enorme drappo nero con le cinque manette di RSF è stato esposto (insieme ad una bandiera tibetana) sia sul Municipio sia sopra il rosone della (bellissima) facciata di Notre-dame. Mi ero appostato nell'ultimo tratto del percorso ed è stato impressionante... NON SIAMO RIUSCITI A VEDERE LA TORCIA!!! C'erano solo due immense ali di jipponi e cellulari dei CRS e in mezzo alcuni pulman con i cinesini dell'organizzazione... la torcia scomparsa (ho saputo dopo che era stata spenta e messa al riparo). Veramente un successo queste manifestazioni, finalmente la Cina comincia ad essere considerata per quello che è, e a Londra e a Parigi il cammino della torcia è stato una vera via crucis per Pechino (che è stata costretta ad ammettere alla TV di stato le contestazioni).

Karma mi ha telefonato dall'India dove sono gasatissimi per le notizie che arrivano dall'Europa e più che mai decisi ad andare avanti. E' un momento pazzesco, in venti e passa anni di onorato impegno ProTibet non avevo mai visto e "sentito" un clima del genere. Fermarsi ora sarebbe folle e masochistico. E a questo proposito ribadisco il mio giudizio negativo sulla posizione rinunciataria di Dalai Lama e Kashag. Oggi chi chiede al movimento di fermarsi è oggettivamente un ostacolo sulla via che porta alla liberazione del popolo tibetano e alla messa in crisi del regime liberticida di Pechino. Magari in buona fede ma lo è. Questa notte scriverò un articolo per Re Nudo e il mio blog. Ve lo invierò, se Vicky riterrà opportuno di pubblicarlo sul sito ne sarò, come sempre, onorato.

Pö Gyalo!

 

Piero Verni


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