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IL
18° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA TIENANMEN
Pechino,
4 giugno 2007. (New York Times – World/ CNN.com)
Il 4 giugno 1989 i carri armati dell’Esercito di Liberazione attaccarono
gli studenti e i lavoratori che, in Piazza Tienanmen, chiedevano libertà
e democrazia. I morti furono centinaia, forse migliaia. Il 4 giugno 2007, la
piazza era tranquilla, gremita di turisti e di persone che facevano volare aquiloni
ma anche di poliziotti in abiti civili. I giornali cinesi hanno ignorato l’anniversario.
Solo un piccolo, anonimo annuncio, in un angolo di pagina 14 del quotidiano
Chengdu Evenings News, recitava: “Rendiamo omaggio alle coraggiose madri
delle vittime del 4 giugno”. Un testimone locale ha riferito all’agenzia
Reuters che la polizia sta investigando sulle circostanze che hanno reso possibile
la pubblicazione del trafiletto. Un esponente del gruppo dissidente Chinese
Human Rights Defenders, in un messaggio inviato per posta elettronica ha così
dichiarato: “Voglio dire a tutti coloro che affermano che Tienanmen appartiene
ormai ad un’altra era che all’interno delle carceri cinesi i prigionieri
stanno ancora soffrendo, costretti giorno e notte ai lavori forzati”.
“Il governo dovrebbe aprire un’inchiesta sul massacro, sulle confessioni
estorte attraverso il ricorso alla tortura e sui numerosi casi di carcerazione
illegale”. Il gruppo ha reso noto che, a distanza di diciotto anni dalla
sanguinosa repressione, poche notizie sono trapelate circa la sorte di almeno
tredici persone arrestate nel giugno 1989. Tre furono incarcerate per “sabotaggio
controrivoluzionario” e una per “assalto controrivoluzionario”.
Sette furono condannate a morte (con sospensione della sentenza) e sei all’ergastolo.
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