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L’ATTRICE
MIA FARROW: BOICOTTATE PECHINO 2008 (VOA/CNN)
Pechino, 29 marzo
2007. In un durissimo editoriale pubblicato sul Wall Street Journal, l’attrice
americana Mia Farrow, ambasciatrice onoraria dell’UNICEF presso le Nazione
Unite, ha lanciato un appello al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino 2008 se
la Cina non prenderà posizione contro il governo del Sudan, responsabile del
genocidio in atto nella regione del Darfur. Pechino, che compera i due terzi del
petrolio sudanese e vende al governo di Kartoum armi e aerei militari, in sede
ONU ha finora sempre posto il suo veto ad ogni sanzione contro il paese
africano. Nell’ articolo, firmato assieme al figlio Ronan, Mia Farrow ha
accusato la Cina di “finanziare il genocidio nel Darfur”: “Nel Darfur i morti
sono oltre 400.000 e due milioni e mezzo di profughi sono stati costretti ad
abbandonare i loro villaggi per volontà del governo sudanese appoggiato da
Pechino”, denuncia l’attrice. Sotto accusa anche il regista Steven Spielberg,
curatore della scenografia della cerimonia di apertura dei Giochi. Chiamando in
causa la regista “di regime” dei Giochi Olimpici di Berlino del 1936, Mia Farrow
polemicamente si chiede: “Spielberg desidera forse essere ricordato come il Leni
Riefensthal delle Olimpiadi di Pechino”? Nel mirino dell’attrice anche gli
sponsor americani dell’evento (Coca Cola, McDonald’s, Johnson & Johson’s e
General Electric).
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Qin Gang ha dichiarato di non aver letto l’articolo ed ha aggiunto che coloro che muovono questo genere di critiche non conoscono la politica di Pechino sul Darfur. “La Cina condivide gli stessi obiettivi degli altri paesi della comunità internazionale e si sta adoperando in questo senso” – ha affermato. Ha inoltre dichiarato di ritenere inappropriato collegare il problema della regione sudanese ai Giochi Olimpici. Queste le sue parole: “La gente sbaglia se pensa di guadagnare voti o popolarità mettendo in relazione queste due realtà, la comunità internazionale non è disposta ad accettare una simile operazione”.