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INGENTI RISORSE MINERARIE LUNGO LA FERROVIA GOLMUD-LHASA

Pechino, 28 gennaio 2007. (Phayul)

I geologi cinesi hanno confermato la scoperta di ben sedici ingenti giacimenti di rame, piombo, zinco, materiale ferroso e, probabilmente, petrolio grezzo, lungo il percorso della ferrovia Golmud-Lhasa. Il loro sfruttamento permetterebbe alla Cina di ridurre notevolmente le importazioni di questi minerali. Gli analisti sostengono che la presenza dei giacimenti potrebbe spiegare il vero motivo per cui Pechino ha investito oltre tre miliardi di dollari americani nella costruzione dei 1.956 chilometri della ferrovia che collega Lhasa al resto del paese. Obiezioni e dubbi avevano infatti accolto l’asserzione di Pechino secondo la quale il colossale investimento, difficilmente ripianabile con gli introiti derivanti dal solo traffico dei passeggeri, era stato pensato e voluto unicamente per favorire lo sviluppo del Tibet.
Meng Xianlai, direttore di China Geological Survey (CGS), ha fatto sapere che la scoperta dei minerali risale al 1999 e che le riserve di Qulong, in Tibet, potrebbero fruttare diciotto milioni di tonnellate di rame: in pratica, il maggior giacimento dell’intera Cina. 760 milioni di tonnellate di materiale ad alto contenuto ferroso sono state individuate nelle montagne del Kunglun, nella parte occidentale dell’altopiano tibetano e nel sud dello Xinjiang. Riserve di petrolio e di gas sarebbero presenti nel nord del Tibet, nel bacino del Qiangtang.
Dal giorno della sua inaugurazione, il 1° luglio 2006, la ferrovia ha trasportato 1.180.000 passeggeri e 1.160.000 tonnellate di merci. Entro i prossimi dieci anni la Cina prevede di costruire in Tibet altre tre linee ferroviarie: la prima dovrebbe collegare Lhasa a Nyingchi, nella zona orientale del paese; la seconda dovrebbe congiungere la capitale tibetana a Shigatse, in direzione ovest; la terza infine dovrebbe spingersi fino a Yadong, nei pressi della frontiera indiana


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