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PROTESTA DI 4 ATTIVISTI AL CAMPO BASE DELL’EVEREST (Phayul/CNN)

Kathmandu, 25 aprile 2007. Quattro attivisti pro Tibet appartenenti al gruppo Students for a Free Tibet sono stati fermati e interrogati da militari cinesi la mattina del 25 aprile, al campo base dell’Everest, per aver organizzato una manifestazione di protesta e aver dispiegato due striscioni, uno recante la scritta “One World, One Dream, Free Tibet 2008” (“One World, One Dream” è lo slogan dei Giochi Olimpici di Pechino 2008) e un secondo con la dicitura “Tibet Libero”, in lingua cinese e tibetana. Si tratta di Tenzin Dorjee, un tibetano ventisettenne con passaporto americano, e di tre cittadini statunitensi, Kirsten Westby, Shannon Service e Laurel Mec Sutherlin. Le immagini della protesta sono visibili al sito:

http://www.youtube.com/watch?v=0J9rUC1m8e8

La manifestazione è stata organizzata alla vigilia dell’annuncio, da parte del Comitato Olimpico Internazionale, del percorso definitivo che la torcia olimpica effettuerà nel suo avvicinamento a Pechino. Da anni gli organizzatori dei Giochi dichiarano di voler portare la fiaccola olimpica sulla cima dell’Everest e di essere pronti ad effettuare delle prove speciali, utilizzando un particolare prototipo, atte a verificare la buona riuscita dell’impresa.

La decisione di Pechino ha suscitato vive proteste da parte dei tibetani e dei loro sostenitori: “Il monte Everest non è in Cina, è in Tibet, ed è molto vicino al luogo in cui, lo scorso settembre, la polizia di frontiera aprì il fuoco sui tibetani in fuga uccidendo due inermi profughi”, ha dichiarato Lhadon Tethong, direttore esecutivo di Students for a Free Tibet, nel corso di una conferenza stampa a Kathmandu. “Il Comitato Olimpico Internazionale non può permettere che la fiaccola passi attraverso il Tibet perché un simile gesto legittimerebbe la brutale occupazione del paese da parte della Cina. Pechino usa i Giochi come uno strumento di propaganda, per mostrare quanto i tibetani sono felici. Noi faremo altrettanto e useremo i Giochi per affermare l’indipendenza del Tibet”.

“I tibetani, in tutto il mondo, considerano le Olimpiadi del 2008 un’occasione unica per dire la verità sulla dominazione cinese in Tibet”, ha affermato Tenzin Choeying, direttore della sezione indiana dell’organizzazione. “La fiaccola della libertà continua ad ardere nei cuori e nelle menti dei tibetani: nei mesi a venire e durante i Giochi organizzeremo altre manifestazioni simili”.

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