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RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO AUSPICA DIALOGO EU-CINA SUI DIRITTI UMANI
Bruxelles, 12 dicembre 2007
Nella risoluzione sui rapporti con la Cina approvata il 12 dicembre 2007, il Parlamento Europeo, pur esprimendo la propria soddisfazione per i più stretti rapporti con Pechino, evidenzia il permanere di differenti vedute su alcune importanti questioni riguardanti i rapporti commerciali, il Tibet e i diritti umani, soprattutto nell’approssimarsi delle Olimpiadi del 2008.
In particolare, per quanto attiene alla questione dei diritti umani, la risoluzione afferma che “il grado di rispetto dei diritti umani in Cina è motivo di grande preoccupazione” e sottolinea la necessità di un miglioramento del dialogo tra le due parti sull’argomento. L’Unione Europea auspica la ratifica della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici, la riforma del sistema della giustizia criminale, la libertà di espressione – con particolare riferimento all’uso di Internet - , la libertà di stampa, la libertà di accesso alle informazioni, di pensiero e di religione, la situazione delle minoranze, il rilascio degli attivisti di Piazza Tienanmen e i diritti dei lavoratori.
Circa il Tibet, gli europarlamentari esprimono il proprio rammarico per “la mancanza di risultati dopo il sesto round di colloqui sino – tibetani e chiedono al governo cinese di “impegnarsi in sostanziali negoziati che tengano nella dovuta considerazione le richieste di autonomia del Tibet avanzate dal Dalai Lama”. Chiedono inoltre alla Cina di non esercitare pressioni sugli stati che intrattengono amichevoli rapporti con il leder tibetano. La risoluzione ribadisce che “il perdurare delle violazioni dei diritti umani in Tibet e nelle province abitate da popolazioni di etnia tibetana” è seguito con apprensione. I parlamentari chiedono altresì alla Cina di consentire ad un gruppo indipendente di incontrare il Panchen Lama.
Sulla questione dei Giochi Olimpici, il Parlamento Europeo afferma che “i diritti umani devono essere oggetto di particolare attenzione soprattutto nell’approssimarsi delle Olimpiadi”. Chiede al Comitato Olimpico Internazionale “di rendere pubblico il proprio giudizio circa l’ottemperanza della Cina agli impegni presi nel 2001, prima dell’assegnazione dei Giochi”.
La risoluzione fa menzione delle persecuzioni politiche poste in atto in vista delle Olimpiadi nei confronti di quanti si battono per i diritti umani, dei giornalisti e di altri soggetti. Condanna la repressione esercitata contro alcuni gruppi etnici, quali gli Uiguri, e alcune organizzazioni religiose, quali la Falun Gong, nonché il controllo e la censura dell’informazione in Internet. Il Parlamento Europeo chiede inoltre alle autorità cinesi di “fissare una moratoria delle esecuzioni durante i Giochi Olimpici e di sopprimere la lista che prevede la messa al bando di 42 categorie di persone”.
Tra le altre richieste, la risoluzione chiede infine alla Cina di dare corso alle raccomandazioni formulate dall’incaricato speciale delle Nazioni Unite sulla Tortura e di “porre fine al sostegno in atto nei confronti dei regimi di Myanmar e del Darfur”.
(Fonte: WTN)