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IL DALAI LAMA: NON CONSIDERO L’AUTONOMIA UN PASSO VERSO L’INDIPENDENZA


Washington, 18 ottobre 2007.

Un forte e diretto appello alla Cina affinché dia inizio a seri colloqui con il Dalai Lama si è levato dalla Rotonda del Campidoglio, a Washington, in occasione della cerimonia per l’assegnazione al Dalai Lama della medaglia d’oro del Congresso. Sia i rappresentanti del Congresso sia lo stesso Presidente Bush hanno chiesto alla dirigenza cinese di invitare il leader tibetano a Pechino per avviare un dialogo sul futuro del Tibet. “Vi accorgerete che questa buona persona è un uomo di pace e di riconciliazione” – ha affermato il Presidente americano – “Oggi gli rendiamo onore come simbolo universale di pace”.

Nel suo discorso di accettazione dell’alta onorificenza, il Dalai Lama, dopo aver ringraziato il Presidente Bush e il presidente della Camera, signora Nancy Pelosi, per il loro sostegno alla causa del popolo tibetano, alla libertà e al rispetto dei diritti umani, ha così proseguito: “Il significativo appoggio americano al Tibet non è sfuggito alla Cina ed ha causato alcune tensioni nelle relazioni tra i due paesi. Ne sono dispiaciuto. In questo giorno, voglio condividere con voi la mia sincera speranza che in futuro Tibet e Cina possano superare la diffidenza e costruire un rapporto fondato sul rispetto, la fiducia e il riconoscimento dei reciproci interessi”. Dopo aver affermato che la Cina, assieme all’India, è destinata a svolgere un ruolo cruciale nel panorama internazionale, il leader tibetano ha dichiarato che, a questo fine, è importante che nel paese regnino trasparenza, legalità e libertà di informazione. “Gran parte del mondo aspetta di vedere cosa Pechino intende quando parla di società armoniosa e di pacifici diritti”, ha precisato.

Circa il futuro del Tibet, il Dalai Lama ha ribadito di non chiedere l’indipendenza del suo paese ma un’autentica autonomia all’interno della Repubblica Popolare Cinese. “Se la vera preoccupazione della dirigenza cinese è l’unità e la stabilità della Cina, ho dato piena risposta a ogni suo timore” – ha affermato. “Ho fatto questa scelta perché, alla luce degli indubbi vantaggi, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo economico, ritengo sia la migliore per il popolo tibetano. Inoltre, non ho alcuna intenzione di considerare ogni eventuale accordo sull’autonomia un passo verso l’indipendenza. Ho espresso questo mio pensiero ai leader cinesi che si sono succeduti nel tempo e, in particolare, a partire dalla ripresa dei contatti con il governo cinese, nel 2002, ho reso noto nel dettaglio tale posizione attraverso i miei delegati. Ciononostante, Pechino continua ad affermare che nella mia agenda nascosta vi è la separazione e la restaurazione del vecchio sistema socio-politico. Quest’idea è infondata e falsa, non ho un’agenda nascosta”.

L’intero discorso (in lingua inglese) del Dalai Lama al sito:

http://www.savetibet.org/news/newsitem.php?id=1176

 

 


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