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RONGGAY ADRAK PROCESSATO E RICONOSCIUTO COLPEVOLE !


Dharamsala, 31 ottobre 2007

Il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia ha reso noto di aver appreso che Ronggay Adrak, il nomade tibetano arrestato il 1° agosto per aver invocato pubblicamente il ritorno del Dalai Lama, è stato processato, a Kardze, dal Tribunale del Popolo della prefettura di Gansu. Ronggay è stato giudicato colpevole di quattro crimini: sovversione, collusione con le forze separatiste del Dalai Lama, incitamento alla rivolta e disubbidienza alle leggi del Lithang. Trasferito, dopo il processo, nel centro di detenzione di Dartsedo, è in attesa della sentenza.

Radio Free Asia riferisce che il nomade tibetano ha dichiarato, in tribunale, di aver chiesto il ritorno del Dalai Lama e la liberazione dei prigionieri politici perché, contrariamente alle notizie false e propagandistiche diffuse dalle autorità governative, “in Tibet non vi è nessuno che non abbia fede nel Dalai Lama, che non gli sia leale e che non desideri rivederlo”. Queste le parole del giudice: “Sei colpevole di sovversione nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Il Dalai Lama, al quale hai augurato lunga vita e del quale hai invocato il ritorno, è la stessa persona che, con differenti metodi e mezzi, stringe alleanze con capi di stato e organizzazioni straniere per dividere il nostro paese. Non solo lo hai incontrato due volte in India: tornato in Lithang ti sei impegnato in attività separatiste al fine di dividere il paese e sovvertire le leggi”. Sotto accusa anche il nipote di Ronggay, Adruk Tseten, per “aver fornito informazioni ai media di tutto il mondo e aver risposto alle loro domande danneggiando l’immagine internazionale della Cina”.

 

 


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