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IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA UNA RISOLUZIONE SUL TIBET


Strasburgo, 15 febbraio 2007. (ICT/Phayul)
Con un’astensione e settantuno voti a favore su un totale di settantadue eurodeputati presenti, il Parlamento Europeo ha approvato una “Risoluzione sul Dialogo tra il Governo Cinese e gli Inviati del Dalai Lama”. Il documento, nei primi tre punti, afferma che il Parlamento Europeo:

- Chiede al Governo della Repubblica Popolare Cinese e al Dalai Lama di riprendere e continuare il dialogo senza precondizioni e in modo lungimirante tale da consentire una soluzione pratica che rispetti l’integrità territoriale della Cina e soddisfi le aspirazioni del popolo tibetano

- Si dichiara soddisfatto delle leggi e dei regolamenti sull’autonomia etnica regionale adottati dal Governo della Repubblica Popolare ma teme che molte di queste leggi contengano condizioni che ne impediscono o ne rendono difficile l’applicazione

- Chiede alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa e agli Stati Membri di sostenere attivamente il consolidarsi del dialogo e, in assenza di tangibili risultati su questioni di fondo e dopo aver consultato entrambe le parti, definiscano il futuro ruolo che l’Unione Europea potrà svolgere per facilitare una soluzione negoziata del problema tibetano, compresa la nomina di uno Speciale Rappresentante dell’Unione Europea per il Tibet.

Venuti a conoscenza dell’agenda della sessione plenaria del Parlamento Europeo che prevedeva l’adozione di una risoluzione sul Tibet, il 13 febbraio i rappresentanti della missione cinese a Strasburgo si sono affrettati a pubblicare un documento in cui, per la prima volta, si ammette che il governo cinese ha ricevuto i rappresentanti del Dalai Lama. “Dal 1979 ad oggi i dipartimenti cinesi interessati hanno ricevuto i rappresentanti e le delegazioni del Dalai Lama” – afferma la pubblicazione – .“Dal 2002 questi incontri sono avvenuti cinque volte”.
Analoghi a quelli della risoluzione dell’Unione Europea i contenuti della mozione approvata all’unanimità dal parlamento di Ottawa e presentata dal senatore Consiglio di Nino, co-presidente del gruppo parlamentare canadese Friends of Tibet.


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