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LHASA: CENTINAIA DI TIBETANI PREGANO PER IL DALAI LAMA

Lhasa, 14 marzo 2007. (RFA/Phayul)
Contravvenendo alle disposizioni di polizia che vietano ai tibetani di riunirsi in gruppi numerosi per pregare e bruciare incenso votivo, la mattina di mercoledì 14 marzo circa 500 tibetani si sono radunati nei pressi del ponte Kuru, a Lhasa, per celebrare il Sangsol, la cerimonia di offerta di preghiere di lunga vita per Sua Santità il Dalai Lama. Nello stesso giorno, su richiesta dello stesso governo tibetano in esilio che aveva invitato tutti i tibetani, giovani e vecchi, a partecipare al rituale, analoghe preghiere si sono tenute a Dharamsala e tra le comunità dei rifugiati.

Un testimone oculare ha riferito a Radio Free Asia che, sebbene queste preghiere siano recitate ogni mercoledì, giorno ritenuto particolarmente propizio, la mattina del 14 marzo il numero dei tibetani riuniti per il Sangsol sia in città sia sulla vetta del Bumpa Ri, una delle alture che circondano Lhasa, era insolitamente elevato e il fumo dell’incenso era visibile a grande distanza. “Al monastero di Tengyelin, nel centro di Lhasa, la folla dei pellegrini era assiepata al punto di essere sull’orlo del panico, quasi non si vedevano le statue. In ogni parte della città, centinaia di tibetani facevano offerte alle Dakini (divinità protettrici femminili), accendevano lampade votive e bruciavano incenso”.
La stessa fonte ha reso noto che le forze di sicurezza sono immediatamente intervenute e hanno cercato di disperdere i tibetani. Una donna di circa quarant’anni, proveniente da Kham Jomda, nella prefettura di Chamdo, è stata arrestata. Un’altra, sessantenne, è stata aggredita.
“Alcune centinaia di poliziotti hanno presidiato varie parti della città”, – ha riferito un altro testimone oculare – “la massiccia presenza delle forze di sicurezza rendeva impossibile spostarsi liberamente”. “Tutti i negozi erano chiusi ad eccezione di quelli dei cinesi di fede musulmana. I dipendenti governativi e gli studenti erano stati in precedenza diffidati dal partecipare alle preghiere”.

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