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IL PROCLAMA DELL’INDIPENDENZA TIBETANA. Thubten Gyatso – XIII Dalai Lama |
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13 febbraio 1913
Proclama di Sua Santità il Dalai Lama, l’ottavo giorno del primo mese dell’Anno del Bufalo d’Acqua (1913). Io, il Dalai Lama, il maggior onnisciente detentore della fede buddhista, il cui titolo fu conferito secondo gli ammaestramenti del signore Buddha della gloriosa terra dell’India, cosi mi rivolgo a voi.
Mi rivolgo a tutta la popolazione tibetana. Il signore Buddha, del glorioso paese dell’India, ha profetizzato che le reincarnazioni di Avalokitheshvara, attraverso una successione di governanti a partire dai primi re della regione fino ai nostri giorni, hanno vegliato sulla prosperità del Tibet. Dal tempo di Gengis-Khan e di Altan-Khan, dei Mongoli, della dinastia cinese dei Ming e di quella manciù dei Qing, il Tibet e la Cina hanno concordato su un rapporto di protettorato sacerdotale.
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Nota al Memorandum sull'effettiva autonomia per il popolo tibetano |
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Documento presentato in occasione della nona tornata di colloqui tra gli inviati del Dalai Lama e le autorità cinesi ( 26 – 30 gennaio 2010).
I - INTRODUZIONE
Questa Nota tiene conto delle principali considerazioni ed obiezioni sollevate dal Governo Centrale Cinese rispetto alla sostanza del Memorandum sull’Effettiva Autonomia per il Popolo Tibetano sottoposto all’attenzione del Governo della Repubblica Popolare Cinese (R.P.C.) il 31 ottobre 2008, in occasione dell’ottava tornata negoziale a Pechino.
Avendo accuratamente esaminato le risposte e le reazioni del Ministro Du Qinglin e del Vice-ministro esecutivo Zhu Weiqun espresse durante i negoziati, comprese la nota scritta e le dichiarazioni fatte dal Governo Centrale Cinese dopo i negoziati, sembra che alcuni temi sollevati nel Memorandum siano stati equivocati, mentre altri sembrano non essere stati affatto compresi dal Governo Centrale Cinese.
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Il Memorandum: un progetto politico di autonomia regionale moderato e rispettoso dell’ordinamento costituzionale cinese |
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di Thomas Benedikter
(Ricercatore presso l’Accademia Europea di Bolzano EURAC)
 Nel secondo giro degli incontri fra delegati tibetani e governo cinese, svolto in Cina nel luglio 2008, i rappresentanti del Governo in esilio tibetano ha confrontato la parte governativa cinese con il loro ufficiale concetto di “autonomia genuina” per il Tibet all’interno della Cina. Il documento, con chiarezza e coerenza, esprime la piena disponibilità dela parte tibetana di accettare la sovranità cinese a patto che venga istituito un altro tipo di autonomia da estendere a tutti i territori compattamente abitati da tibetani. Si tratta di un progetto politico moderato – ad esempio non si allude minimamente al fondamentale diritto dei popoli all’autodeterminazione – che il Governo in esilio di Dharamsala ritiene compatibile sia con la Costitutione cinese (Cost.) sia con l’attuale “legge quadro sull’autonomia regionale nazionale” (LARN, approvata nel 1984), che disciplina tutti i tipi di autonomia territoriale creati per le minoranze nazionali in Cina. Nel contempo, questo memorandum illustra cosa i tibetani democratici si immaginano sia un quadro politico-giuridico appropriato per salvare la loro cultura e per rispettare i diritti del popolo tibetano come parte dello Stato cinese. Quindi val la pena sintetizzarne gli elementi più importanti.
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Memorandum sulla effettiva autonomia per il popolo tibetano |
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Documento presentato alla dirigenza cines e dagli inviati del Dalai Lama in occasione dell’ottavo round di colloqui
(30 novembre – 5 dicembre 2008)
I - INTRODUZIONE A partire dal 2002, quando sono stati riavviati contatti diretti con il Governo Centrale della Repubblica Popolare Cinese (PRC), si sono tenuti numerosi incontri tra gli inviati di Sua Santità il XIV Dalai Lama ed i rappresentanti del Governo Centrale. Nel corso di questi incontri abbiamo espresso chiaramente le aspirazioni dei Tibetani.
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Discorso di Sua Santità il Dalai Lama al Parlamento Europeo |
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BRUXELLES - 4 DICEMBRE 2008
Eccellenza, Signor Presidente, onorevoli membri del Parlamento, signore e signori,
Oggi è per me un grande onore potervi parlare e vi ringrazio per avermi invitato. Ovunque io vada, ciò che maggiormente mi sta a cuore è l’importanza di quei valori, quali ad esempio la bontà d’animo, che considero alla base di una vita felice a livello individuale, famigliare e della comunità tutta. Parlare di tali valori è quindi il mio impegno primario.
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