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GOOGLE DI NUOVO OPERATIVA IN CINA

bbc.news – 9 luglio 2010. Il governo cinese ha rinnovato la licenza a Google. Lo ha reso noto la stessa compagnia. Sembra che Pechino abbia voluto premiare il gesto “conciliatorio” di Google che, dallo scorso mese, anziché dirigere i propri utenti verso un sito di Hong Kong, privo dei filtri della censura, ha pattuito con il governo di Pechino una soluzione di compromesso: gli utenti cinesi di Google approderanno su di una pagina di passaggio che, automaticamente, li dirotterà su di un sito di Hong Kong.

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SOTTO PROCESSO UN AMBIENTALISTA TIBETANO PDF Stampa E-mail

Karma23 giugno 2010. Karma Samdrup, un noto ambientalista e uomo d’affari tibetano (nella foto), in passato pubblicamente lodato dalle autorità cinesi per il suo impegno in campo filantropico e umanitario, è comparso ieri, 22 giugno, davanti a un tribunale dello Xinjiang sotto l’accusa di essersi appropriato e aver venduto pezzi d’antiquariato. Il reato gli era stato contestato nel 1998 ma non era mai stato arrestato.

 

Il suo arresto è invece avvenuto il 3 gennaio del corrente anno, a Chengdu, nel Sichuan, dopo l’intervento di Karma Samdrup a difesa di due suoi fratelli, Rinchen Samdrup e Jigme Namgyal, entrambi ambientalisti, arrestati nell’agosto 2009 sotto l’accusa di aver complottato contro la sicurezza dello stato. Namgyal sta scontando la condanna a ventuno anni di lavori forzati. Il processo di Rinchen è stato invece rinviato.

 

In aula, Karma Samdrup, quarantatre anni, è apparso dimagrito e molto provato, tanto che la moglie, che non lo vedeva dal 3 gennaio, ha fatto fatica a riconoscerlo. Ha dichiarato di essere stato torturato, di essere stato brutalmente percosso, drogato e, in una circostanza, di essere stato appeso per i capelli.

 

Per i tre fratelli i problemi sono iniziato nel 2008 quando, nel loro villaggio situato nella prefettura di Chengdu, denunciarono i funzionari locali di abusi in campo ambientale. La popolazione locale si attivò inviando una petizione al governo locale e a quello centrale. Le autorità accusarono i fratelli di essere gli artefici e gli organizzatori, dietro le quinte, dell’invio della petizione.

Secondo alcuni analisti, questo caso è invece un altro esempio della crescente tendenza del governo di Pechino a privare della libertà non solo giornalisti, scrittori e intellettuali tibetani ma anche personalità finora pubblicamente riconosciute per il loro lavoro in campo sociale. “Erano stati pubblicamente riconosciuti come cittadini modello” – ha dichiarato Robbie Barnett – “ciononostante, sono stati messi sotto accusa senza alcuna prova evidente del loro reato”.

 

 

Fonti: South China Morning Post - Phayul