Altezze di tenebra:il colonialismo cinese sul Tetto del mondo


Risposta del Tibet al documento governativo cinese del 8 novembre 2001
Dipartimento dell’informazione e delle relazioni internazionali Amministrazione centrale del Tibet, Dharamsala 176215 Dicembre 2001




Edito e pubblicato dal Dipartimento dell’informazione e delle relazioni internazionali, Amministrazione centrale del Tibet, Gangchen Kyishong, Dharamsala, Himachal Pradesh, India, dicembre 2001.

Erano conquistatori, e per quello basta solo la forza bruta – niente di cui vantarsi, quando la possiedi, dal momento che la forza è solamente un evento fortuito che deriva dalla debolezza altrui. Si appropriavano di quanto potevano prendere solo per il gusto di appropriarsene. Era solo rapina con violenza, omicidio aggravato su larga scala, con uomini che ci si buttavano alla cieca – come si addice a coloro che affrontano le tenebre. La conquista della terra, che per lo più significa portarla via a coloro che hanno una diversa carnagione o nasi leggermente più piatti dei nostri, non è una cosa edificante quando la si osservi troppo a lungo.
Joseph Conrad, Cuore di tenebra

Dossier Lhasa – Ricostruzione e ristrutturazione a Lhasa

  Nel corso del 2002 il paesaggio urbano tradizionale di Lhasa ha subito dei cambiamenti significativi, mentre proseguono senza sosta le demolizioni e le ricostruzioni nella parte vecchia della città e cresce la preoccupazione per il futuro del nucleo antico della capitale tibetana. Diversi gruppi, tra cui Tibet Information Network (TIN), hanno seguito le trasformazioni in corso a Lhasa. Questo rapporto speciale è un resoconto generale e fotografico dei cambiamenti, con la valutazione delle loro conseguenze sul paesaggio urbano di Lhasa attuale e futuro e del loro impatto sulla popolazione tibetana nelle zone interessate dal fenomeno. Il rapporto prende in esame le notizie dei mass media cinesi per quanto riguarda queste trasformazioni e il loro rapporto con lo status di Lhasa in quanto “patrimonio mondiale dell’umanità’’ (World Cultural Heritage).

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Ngawang Sangdrol: una testimonianza

Nel 1992 venne arrestata di nuovo per aver partecipato ad una manifestazione indipendentista non violenta, a Lhasa. Questa volta fu processata e condannata a tre anni di reclusione. L’anno successivo, mentre si trovava in detenzione nel carcere di Drapchi, incise di nascosto, assieme ad altre 13 compagne di detenzione, un’audiocassetta con canzoni, poesie e slogan indipendentisti. La cassetta fu poi fatta uscire clandestinamente dal carcere e riprodotta in centinaia di copie fatte circolare per tutto il Tibet. Le quattordici monache furono condannate ad incrementi di pena variabili fra i tre e i nove anni. A Ngawang Sangdrol furono comminati altri sei anni di detenzione, portando la durata della sua condanna a nove anni.

IL DALAI LAMA È RIENTRATO A DHARAMSALA

Dharamsala, 20 Ottobre 2008 – Completamente ristabilito dopo l’intervento chirurgico effettuato a New Delhi, il Dalai Lama è rientrato oggi a Dharamsala. Un grande numero di persone, reggendo le tradizionali kata bianche di benvenuto e bruciando incenso, gli ha reso omaggio lungo tutto il percorso dall’aeroporto di Gaggal, a circa un’ora da Dharamsala, fino alla sua residenza. Dimesso … Leggi ancora

RILASCIATO JIGME GYATSO

jigme_gDharamsala, 18 Ottobre 2008 – Dopo quasi sette mesi di detenzione nella prigione di Kachu, il monaco tibetano Jigme Gyatso, assistente del documentarista Dhondup Wangchen (vedi news 16 settembre 2008), è stato temporaneamente rilasciato e ha potuto fare ritorno al monastero  di Labrang Tashikyil, nella provincia del Gansu, dove, per almeno un anno, resterà in regime di libertà vigilata.