DISCORSO DEL SIKYONG, DR. LOBSANG SANGAY, IN OCCASIONE DEL 55°ANNIERSARIO DELL’INSURREZIONE NAZIONALE TIBETANA

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bandiereIn questo stesso giorno, 55 anni fa, migliaia di tibetani si riunirono spontaneamente di fronte al Palazzo del Potala, a Lhasa, la capitale del Tibet, per proteggere la persona del Dalai Lama e protestare contro l’occupazione cinese. Sette giorni dopo, Sua Santità il Dalai Lama lasciò Lhasa diretto in India. Ottantamila tibetani lo seguirono nell’esilio.

DISCORSO DEL KASHAG NEL 24° ANNIVERSARIO DEL CONFERIMENTO DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE

A SUA SANTITA’ IL DALAI LAMA DEL TIBET

A nome dei sei milioni di tibetani,  il Kashag rende onore e porge il suo umile rispetto a Sua Santità il Gande XIV Dalai Lama del Tibet nella speciale occasione del 24° anniversario del conferimento alla Sua Persona del Premio Nobel per la Pace.

Il Kashag rivolge inoltre i suoi i suoi più ferventi auguri ai compatrioti tibetani, agli amici e ai sostenitori in tutto il mondo.

TESTIMONIANZA DI DICKI CHHOYANG DELL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE TIBETANA DAVANTI ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA DEL SENATO ITALIANO PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI – 5 DICEMBRE 2013

Presidente Luigi Manconi, membri della Commissione, a nome del popolo tibetano vi ringrazio per l’opportunità di questa testimonianza davanti alla Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani. E’ la prima volta che in Italia si tiene un’udienza sulla situazione dei diritti umani dei tibetani e ve ne sono grata.

Il legame del Tibet con l’Italia risale al 1716, quando il gesuita toscano Ippolito Desideri giunse a Lhasa, la capitale del Tibet. Fu il primo europeo a studiare in modo compiuto la lingua e la cultura tibetana. Questo legame continua ai nostri giorni che vedono l’Italia offrire una seconda casa si tibetani che hanno chiesto rifugio politico. Inoltre, molte città italiane, inclusa la grande città di Roma, hanno reso onore al Dalai Lama con il conferimento della cittadinanza italiana.

DISCORSO DEL SIKYONG DR. LOBSANG SANGAY NEL 54° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE NAZIONALE TIBETANA

Nel 1959, in questo stesso giorno, migliaia di tibetani di ogni categoria sociale e di tutte le tre regioni del Tibet (U-Tsang, Kham e Amdo) si ritrovarono a Lhasa per protestare e opporsi all’invasione cinese e all’occupazione del Tibet. Noi siamo figli di questo tragico quanto storico momento della ricca, peculiare e due volte millenaria storia del Tibet. Oggi siamo qui riuniti per proseguire la coraggiosa lotta iniziata dall’altruistica generazione dei più anziani. Rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per il Tibet. Il desiderio di libertà che li spinse a dare vita ai memorabili eventi del 10 marzo 1959 è lo stesso che oggi è alla base della nostra lotta per la libertà, la dignità e l’identità culturale.

IL PROCLAMA DELL’INDIPENDENZA TIBETANA. Thubten Gyatso – XIII Dalai Lama

13 febbraio 1913


Proclama di Sua Santità il Dalai Lama, l’ottavo giorno del primo mese dell’Anno del Bufalo d’Acqua (1913). Io, il Dalai Lama, il maggior onnisciente detentore della fede buddhista, il cui titolo fu conferito secondo gli ammaestramenti del signore Buddha della gloriosa terra dell’India, cosi mi rivolgo a voi.

Mi rivolgo a tutta la popolazione tibetana. Il signore Buddha, del glorioso paese dell’India, ha profetizzato che le reincarnazioni di Avalokitheshvara, attraverso una successione di governanti a partire dai primi re della regione fino ai nostri giorni, hanno vegliato sulla prosperità del Tibet. Dal tempo di Gengis-Khan e di Altan-Khan, dei Mongoli, della dinastia cinese dei Ming e di quella manciù dei Qing, il Tibet e la Cina hanno concordato su un rapporto di protettorato sacerdotale.