28 marzo 2009 Manifestazioni e Roma e Milano Liberazione da quale “schiavitù”?


Il 20 gennaio 2009, i 382 membri del Congresso del Popolo della Regione Autonoma Tibetana hanno deciso all’unanimità l’introduzione di una nuova festività, il “Giorno della Liberazione dei Servi”, da celebrarsi il 28 marzo di ogni anno, in concomitanza con l’anniversario del 28 marzo 1959, giorno in cui il Partito Comunista Cinese annunciò la creazione della Regione Autonoma e la dissoluzione del governo tibetano.

A sostegno del digiuno ad oltranza di Bruxelles


Il 10 marzo a Bruxelles, tre militanti del Tibetan Youth Congress (Sonam Rinchen 45 anni nato in Tibet a Chamdo Cunpo Tenchen e fuggito in India nel 1987; Thupten Samdup 34 anni nato in Tibet a Kham Gawa e fuggito in India nel 1995; Namgyal Wangdu 31 anni nato in esilio nell’insediamento di Bylakuppe nell’India meridionale) hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni internazionali sulla drammatica condizione del Tibet da 60 anni illegalmente occupato dalla Repubblica Popolare Cinese. Secondo quanto dichiarato da Tsewang Rigzin, presidente del Tibetan Youth Congress, la condizione fisica dei tre digiunatori comincia a deteriorarsi ma il loro morale e la loro determinazione a portare avanti la lotta per la libertà e l’indipendenza del Tibet rimangono alti.

10 MARZO 2009. 50° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE DI LHASA. TUTTE LE MANIFESTAZIONI

Il 10 marzo 1959 il risentimento dei tibetani, dal 1950 sotto il giogo della repressione cinese, sfociò in un’aperta rivolta popolare. L’esercito di Pechino stroncò la rivolta nel sangue: 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia furono incarcerati. Il Dalai Lama fu costretto a lasciare il Tibet e chiese asilo politico in India.

Nel marzo 2008, i tibetani esasperati dai continui soprusi e dalla negazione di ogni fondamentale libertà, insorsero con una serie di manifestazioni spontanee a Lhasa e in tutto il Tibet. I cinesi risposero con la stessa brutalità: i morti furono centinaia e, a tutt’oggi, si contano oltre 8.000 arresti.

La repressione continua. Tutto il paese è nella morsa di una legge marziale di fatto. La tensione è altissima. Temendo nuove proteste in concomitanza con il duplice anniversario, le autorità cinesi hanno chiuso il paese al turismo.

ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ AL POPOLO TIBETANO!

FOTO, VIDEO E ARTICOLI DELLE MANIFESTAZIONI

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10 MARZO 2009. 50° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE DI LHASA. FOTO, VIDEO E RASSEGNA STAMPA

Il 10 marzo 1959 il risentimento dei tibetani, dal 1950 sotto il giogo della repressione cinese, sfociò in un’aperta rivolta popolare. L’esercito di Pechino stroncò la rivolta nel sangue: 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia furono incarcerati. Il Dalai Lama fu costretto a lasciare il Tibet e chiese asilo politico in India.