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NGAWANG
SANGDROL IN ITALIA
1 4 febbraio - 4 marzo 2005
“…avevamo
la possibilità di qualche ora d’aria nel cortile ma a partire dal
maggio 1998 siamo sempre state tenute al chiuso. Nella cella eravamo dodici
detenute e c’era un unico secchio di latta che faceva da latrina…Nella
stessa stanza mangiavamo, lavoravamo e passavamo tutta la giornata…La
puzza era insopportabile…”
“…Voglio ringraziarvi per tutto il lavoro che avete fatto per me
e che io non immaginavo neanche lontanamente. Se sono stata liberata con dieci
anni di anticipo è probabilmente grazie alla forte pressione internazionale
che avete fatto. Continuate, continuate anche per quelli che non sono stati
scarcerati ma che continuano a subire controlli e minacce”.
(Dall’intervista
a Ngawang Sangdrol, di Paolo Pobbiati - Amnesty International- e Vicky Sevegnani
- Associazione Italia-Tibet -, Zurigo, 25 maggio 2002).
Amnesty International e l’Associazione Italia-Tibet hanno il piacere di annunciare che Ngawang Sangdrol, la monaca tibetana arrestata a soli 16 anni e liberata nell’ottobre 2002, dopo aver trascorso oltre dieci anni nelle carceri cinesi, sarà in Italia dal 14 febbraio al 5 marzo 2005. La sua liberazione ha premiato l’impegno di quanti, in tutto il mondo, si sono battuti contro l’ingiusta punizione inflitta a questa giovane donna per il solo fatto di aver reso manifesta la sua opinione. La particolarità della sua storia ha fatto sì che il suo caso venisse preso come simbolo della repressione non solo del popolo tibetano ma di tutti gli attivisti non violenti oppressi da poteri brutali.
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Queste le tappe del tour in Italia di Ngawang Sangdrol:
| Lunedì 14 febbraio | Vercelli: incontro pubblico presso Piccolo Studio dell’Abbazia di Sant’Andrea, ore 21.30 |
| Martedì 15 febbraio | Torino: conferenza presso il Consiglio Regionale del Piemonte – Palazzo Lascaris, ore 10.30 |
| Martedì 15 febbraio | Biella:
incontro con il Sindaco presso il Comune di Biella, ore 18 Biella: incontro pubblico presso il Salone della Fondazione Biver Banca, Via Carso, ore 21 |
| Mercoledì 16 febbraio | Torino: incontro al Centro Maytri, ore 21 |
| Mercoledì 16 febbraio | Vercelli: incontro in una scuola (da definire) |
| Giovedì 17 febbraio | Savona:
incontro presso la Sala del Palazzo della Provincia, Piazza del Popolo,
ore 20.30. Con il patrocinio del Comune e della Provincia di Savona. |
| Venerdì 18 febbraio | Milano: presso Unione Nazionale Femminile -Corso di Porta Nuova 32, ore 20.45 |
| Sabato 19 febbraio | Trento: presso Centro Servizi S. Chiara, ore 20.30 |
| Domenica 20 febbraio | Padova:
presso Auditorium dei Padri Devoniani – Via del Commissario 42. In collaborazione con il Comune di Padova, GAVCI, Associazione Taracittamani e Casa a Colori. |
| Martedì 22 febbraio | Bologna: presso la Sala Farnese del Palazzo Comunale di Bologna, ore 21.00 |
| Mercoledì 23 febbraio | Ravenna: presso Sala Spadolini, Biblioteca di Casa Oriani, via C. Ricci 26, ore 18.00 |
| Giovedì 24 febbraio | Ancona: presso la Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche - Piazza Roma 22, ore 17.30 |
| Venerdì 25 febbraio | Firenze: Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio, ore 21.30 |
| Sabato 26 febbraio | Cecina: presso il Comune di Santa Luce, ore 21.00 |
| Lunedì 28 febbraio | Roma: Libreria Mel Book, ore 18 |
| Martedì 1 marzo | Roma |
| Mercoledì 2 marzo | Napoli: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Via Monte di Dio 14, ore 17.30 |
| Giovedì 3 marzo | Palermo:
Incontro con studenti scuole superiori presso il Cei ore 11.00 Palermo: presso la sala della Chiesa evangelica Valdese, via Spezio, ore 17.30 |
| Venerdì 4 marzo | Bari: Incontro ad Andria (BA), presso sala Consiliare Palazzo Comunale, ore 19.00. |
Seguirà
un aggiornamento sui luoghi e gli orari degli incontri.
|
Amnesty
International Italia |
Associazione
Italia-Tibet |
Scheda biografica di Ngawang Sangdrol
Nata
a Lhasa nel 1977 ed entrata come monaca nel convento di Garu, Ngawang Sangdrol
fu arrestata la prima volta a soli undici anni e detenuta per quindici giorni
per aver preso parte alle dimostrazioni indipendentiste svoltesi a Lhasa negli
anni 1987-1988. A tredici anni fu nuovamente imprigionata nel centro di detenzione
di Gutsa per avere partecipato, con altre monache, a una manifestazione politica.
A causa delle percosse ricevute, riportò danni permanenti ad entrambe
le mani.
Liberata dopo nove mesi, nell’autunno 1992 fu nuovamente condannata a
tre anni di carcere per aver tentato di inscenare una manifestazione. L’anno
successivo le furono inflitti altri sei anni di prigione per aver registrato
con altre monache su una cassetta audio, poi portata all’esterno del carcere
da alcuni compagni di prigionia, alcune canzoni inneggianti alla libertà
del proprio paese. Nel 1996 le furono comminati altri otto anni di carcere per
aver rifiutato di riconoscere il Panchen Lama imposto da Pechino, per essersi
rifiutata di salutare con il dovuto rispetto una guardia carceraria entrata
nella sua cella e per aver gridato “il Tibet è libero!” mentre,
in piedi sotto la pioggia, era punita per non aver sufficientemente pulito la
propria cella.
Nell’ottobre 1998 la sua pena fu nuovamente prolungata di sei anni per
aver cercato di inscenare una protesta nel corso della visita alla prigione
di Drapchi di una delegazione dell’Unione Europea. In base alla nuova
sentenza, avrebbe dovuto lasciare il carcere nel 2013 (o, secondo altre fonti,
nel 2011), dopo aver scontato la pena detentiva più lunga inflitta ad
una prigioniera politica tibetana.
Indebolita e in precarie condizioni di salute, Ngawang Sangdrol era stata esonerata
dai lavori più pesanti e, nell’ottobre 2001, la sua pena era stata
ridotta di diciotto mesi “ per aver mostrato sincero pentimento e volontà
di cambiare”.
E’ stata inaspettatamente liberata il 17 ottobre 2002. Lasciata la famigerata
prigione di Drapchi, la “Prigione Numero Uno” della Regione Autonoma
Tibetana, ha raggiunto la famiglia a Lhasa. Nel marzo 2003 ha ottenuto il permesso
di lasciare il Tibet e di recarsi negli Stati Uniti, dove ha ricevuto asilo
politico, per ricevere le opportune cure mediche.
Ngawang Sangdrol, che attualmente lavora a Washington presso International Campaign
for Tibet, si batte per la liberazione di tutti i prigionieri politici tibetani
che ancora languono nelle carceri cinesi e porta, in tutto il mondo, la testimonianza
degli orrori e delle umiliazioni subite.
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