Yachen Gar

Migliaia di religiosi allontanati dal Centro di Buddismo tibetano di Yachen Gar

Yachen Gar5 luglio 2019. Per ordine delle autorità cinesi migliaia di monaci e monache sono stati costretti a lasciare il Centro di Buddismo Tibetano di Yachen Gar situato nella Contea di Palyul, Prefettura di Kardze.

L’allontanamento dei religiosi e la demolizione degli edifici dei due importanti Centri di Larung Gar e Yachen Gar, che ospitavano oltre diecimila monaci, è iniziato nel 2016. Drammaticamente concluso nel 2017 il forzato trasferimento dei monaci e delle monache dal Centro di Larung Gar con la susseguente totale presa di controllo dell’istituzione monastica da parte delle autorità cinesi, si apprende da fonti tibetane che le espulsioni dei monaci e delle monache da Yachen Gar è tutt’altro che ultimato. Riferisce Radio Free Asia che il processo di espulsione di massa è iniziato nel mese di maggio: 3500 religiosi sono stati forzatamente allontanati e sembra che il numero sia destinato ad aumentare. Secondo le autorità cinesi il numero dei residenti a Yachen Gar non dovrà superare le 4.700 persone.

Yachen Gar (1)_0Come a Larung Gar, le abitazioni dei monaci e delle monache, spesso da loro stessi costruite, sono state rase al suolo. I primi ad essere espulsi dal centro monastico sono stati i religiosi non residenti nella Prefettura di Kardze. Un tibetano che vive nella zona e che ha preferito mantenere l’anonimato, ha riferito che la maggior parte dei monaci e delle monache finora allontanati provenivano dalle Contee di Jomda e di Palbar, situate nella cosiddetta Regione Autonoma Tibetana: costretti a tornare nelle rispettive Contee di appartenenza, sono ora obbligati a frequentare dei corsi di ri-educazione patriottica. A causa dell’elevato numero di religiosi fatti confluire nel centro di detenzione di Jomda, “molti di loro sono stati forzatamente trasferiti nella città di Chamdo”.

Appena arrivati nei centri di ri-educazione, sono stati sequestrati ai religiosi i telefoni cellulari. “Monaci e monache sono stati obbligati a dismettere le vesti monastiche e indossare abiti laici. Ogni giorno le autorità cinesi esigono che denuncino il Dalai Lama, loro leader spirituale, e che memorizzino i testi di propaganda politica sui quali vengono successivamente interrogati”. “Prima di poter rientrare nelle loro famiglie, dovranno restare nei centri di ri-educazione per alcuni mesi. Poi sarà loro proibito di entrare a far parte di qualsiasi altro monastero, ovunque si trovi”.

Fonti: Radio Free Asia – International Campaign for Tibet