Studenti tibetani

Studente arrestato per aver pubblicato uno scritto sul calo delle opportunità di lavoro offerte ai tibetani

Studenti tibetani7 maggio 2019. Le autorità cinesi hanno arrestato un universitario tibetano colpevole di aver postato su internet uno scritto in cui denuncia il calo dei posti di lavoro offerti ai giovani tibetani.

Il saggio, pubblicato da Sonam Lhundrub, studente presso l’Università di Minzu a Lanzhou, nella provincia del Gansu, è diventato virale sui social media nel giro di pochi giorni con oltre 27.000 visualizzazioni seguite da molti favorevoli commenti. Le autorità cinesi lo hanno arrestato e, secondo quanto riferito da una fonte locale, non solo sottopongono Sonam a interrogatori quotidiani ma hanno esteso le indagini anche ai suoi compagni di studio e conoscenti. Sebbene lo scritto in questione sia stato rimosso, è ancora visibile in internet un’altra composizione in cui Sonam Lhundrup tesse gli elogi dei religiosi tibetani per il contributo fondamentale da essi fornito alla sopravvivenza della cultura del paese. “Senza il lavoro dei monaci e dei lama la lingua tibetana non potrebbe sopravvivere e, senza la conoscenza e la pratica della lingua, lo stesso buddhismo cesserebbe di esistere. I monaci e il lama sono quindi ‘il cuore’ del popolo tibetano”.

Nonostante i funzionari cinesi affermino che le offerte di lavoro sono aumentate, è andato crescendo in questi ultimi anni il senso di frustrazione dei giovani laureati tibetani che denunciano la difficoltà ad essere assunti nella pubblica amministrazione a tutto vantaggio dei laureati di etnia Han che in numero sempre crescente si trasferiscono nelle aree tibetane dopo essersi diplomati nelle università cinesi. Fonti locali hanno reso noto che nel 2018, nella sola “Regione Autonoma Tibetana”, appena 3.000 su 40.000 iscritti agli esami per accedere a cariche governative hanno superato il test. I tibetani, impossibilitati a trovare lavoro nelle compagnie e industrie private, sono ulteriormente svantaggiati dal fatto che è loro richiesta una perfetta conoscenza della lingua mandarina, requisito indispensabile perché Pechino cerca di promuovere in Tibet la lingua e la cultura cinese.

Fonte: Radio Free Asia