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Xi Jinping: “pronto a tutto” per annettere Taiwan

grande sala del popolo dicembre 21087 gennaio 2019. La Cina è “pronta a tutto” e quindi “non rinuncerà “all’uso della forza militare” come opzione per combattere le forze indipendentiste di Taiwan e ottenere la riunificazione dell’isola con la madrepatria.

Lo ha sottolineato il presidente Xi Jinping il 1°gennaio, in occasione del suo discorso di inizio d’anno e della commemorazione del 40°anniversario del “messaggio ai compatrioti di Taiwan”, in cui Pechino, nel 1979, chiedeva la riunificazione e la fine del confronto militare. Parlando nella Grande Sala del Popolo (nella foto), Xi ha detto di non voler attaccare militarmente Taiwan ma di cercare un dialogo costruttivo che consenta una riunificazione pacifica. In segno di distensione Xi ha affermato che il diverso modello politico delle due Cine non è un ostacolo alla riunificazione. “Il sistema sociale e lo stile di vita dei compatrioti di Taiwan saranno pienamente rispettati, e la loro proprietà privata, la religione e gli interessi legittimi saranno pienamente protetti dopo l’unificazione”. “Tuttavia – ha chiarito Xi – la Cina deve essere riunificata e lo sarà. Non promettiamo di rinunciare all’uso della forza e ci riserviamo quindi la possibilità di prendere tutte le misure necessarie al raggiungimento del nostro scopo e a fermare le forze esterne che sostengono l’indipendenza e le attività separatiste di Taiwan”.

Il riferimento è al Partito democratico e progressista di Taipei e all’ala repubblicana del governo americano. Il “Taiwan Defence Act” – obbliga infatti gli Usa a intervenire in caso di aggressione militare cinese nei confronti dell’isola. La frizione con Washington è aumentata nei giorni scorsi, quando il presidente americano Trump ha firmato una legge che incrementa la vendita delle armi a Taipei.

Il governo di Pechino non rinuncia a considerare Taiwan come parte del suo territorio, nonostante Taiwan e la Cina continentale siano separati dal 1949, quando si concluse la guerra civile cinese e i comunisti arrivarono al potere. Le autorità cinesi considerano l’isola come una delle sue province e chiedono una “riunificazione” dei due lati dello Stretto. Taiwan si considera uno Stato sovrano con una propria valuta e sistemi politici e giudiziari autonomi, ma non mai dichiarato formalmente l’indipendenza.

Alle parole del di Xi Jinping ha prontamente replicato la presidente di Taiwan, signora Tsai Ing-wen. Tsai ha avvertito Pechino che “il popolo di Taiwan non rinuncerà mai alla propria libertà per quella autoritaria del continente cinese. Pechino deve rispettare la volontà di libertà e democrazia di 23 milioni di persone e deve usare termini pacifici e ugualitari per trattare le nostre differenze”. “Speriamo che la comunità internazionale ascolti la nostra voce e ci offra il suo aiuto nel caso in cui Pechino facesse ricorso all’uso della forza. Se non appoggiasse una democrazia sotto minaccia dovremmo chiederci quale sarà il prossimo paese ad essere attaccato”. La presidente taiwanese ha inoltre ribadito che l’isola che non accetterà mai il modello “un paese due sistemi”, in vigore ad Hong Kong.

Fonti: AsiaNews – Tibet Sun – The Telegraph