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Dura replica di Pechino alla risoluzione USA sul riconoscimento della reincarnazione del Dalai Lama

senato americano1La risoluzione approvata il 25 aprile dal senato degli Stati Uniti sulle modalità del riconoscimento della reincarnazione del Dalai Lama è stata oggetto di una dura replica da parte delle autorità cinesi.

La risoluzione del senato americano afferma che il compito di riconoscere il XV Dalai Lama spetterà soltanto agli incaricati designati dall’ufficio privato del XIV Dalai Lama e dichiara non valida ogni eventuale interferenza del governo cinese nel processo di riconoscimento della reincarnazione. Dura la replica del portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying che il 27 aprile nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia di stato Xinhua ha dichiarato che la risoluzione in oggetto costituisce un’interferenza negli affari interni della Cina.

“La risoluzione approvata dal senato americano dimostra che negli Stati Uniti vi sono persone inspiegabilmente ignoranti e arroganti”, ha dichiarato Hua. Ha proseguito affermando che il riconoscimento di un “Buddha vivente” deve avvenire nel rispetto della legge e dei regolamenti cinesi senza alcuna interferenza da parte di soggetti o paesi stranieri.

L’attenzione degli osservatori internazionali è nel frattempo rivolta agli esiti dell’incontro che venerdì 4 maggio vedrà riuniti il Primo Ministro indiano Narendra Modi e il Presidente cinese Xi Jinping. Alla luce delle tensioni tra i due paesi, l’incontro – fissato su richiesta di Modi – dovrebbe gettare le basi per un miglioramento delle relazioni tra India e Cina e di conseguenza garantire al Primo Ministro indiano l’appoggio o la non ostilità di Pechino alla sua rielezione alla carica nel 2019. I primi segnali della volontà del governo indiano di non irritare la Cina erano risultati evidenti a partire dai primi mesi dell’anno in corso quando le autorità di New Delhi avevano cercato di minimizzare l’importanza delle manifestazioni organizzate dall’Amministrazione Centrale Tibetana in occasione del 60° anniversario dell’arrivo in India del Dalai Lama e dei profughi tibetani.

Fonti: TibetNet – NewYorkTimes.com