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Il Dalai Lama: “Le formalità e le belle parole non sono importanti”. Lobsang Sangay chiede all’UNESCO di avviare un’indagine sull’incendio scoppiato al Jokhang

Dalai Lama HP17 marzo 2018.In risposta alla presa di distanza del governo di New Delhi dalle manifestazioni organizzate da Dharamsala per celebrare il 60°anniversario dell’arrivo del Dalai Lama in India, il leader religioso tibetano ha dichiarato di non ritenere importanti le formalità e le belle parole.

In un’intervista rilasciata il 10 marzo al giornalista CNN Vir Sanghvi, il Dalai Lama ha affermato di non essere turbato dalla decisione presa dal governo indiano che, “a causa del difficile momento nelle relazioni tra India a Cina”, ha chiesto ai ministri e funzionari del governo centrale e dei governi locali di non partecipare agli eventi organizzati dall’Amministrazione Centrale Tibetana in segno di ringraziamento per l’ospitalità da sessant’anni offerta da New Delhi al leader tibetano e alle migliaia di profughi in fuga dal Tibet occupato. L’Amministrazione Centrale Tibetana aveva programmato per il 1°aprile un grande evento presso il Thyagaraja Stadium di New Delhi e un incontro interreligioso presso il Mahatma Gandhi Memorial a Rajghat, il 31 marzo, alla presenza di illustri nomi della politica indiana. Un altro evento avrebbe dovuto tenersi a fine mese in Arunachal Pradesh per ricordare l’arrivo del Dalai Lama a Tezpur, in India, nel 1959. Il 6 marzo, il rappresentante del Dalai Lama a Delhi aveva fatto sapere che gli eventi si sarebbero tenuti a Dharamsala anziché nella capitale indiana.

“Non amo le formalità. Le cerimonie ufficiali e le belle parole non sono importanti” ha dichiarato il Dalai Lama in risposta al tentativo di New Delhi di sminuire l’importanza degli eventi programmati dall’Amministrazione Centrale Tibetana. “Quello che conta è lo spirito indomito di sei milioni di tibetani, dentro e fuori il Tibet, questo è veramente importante”.

Nel frattempo è giunta notizia che il Dalai Lama non parteciperà alla 105° edizione dell’importante Convegno Indiano sulla Scienza che inizierà, alla presenza del premier Modi, il 16 marzo a Manipur. Ne ha dato notizia, astenendosi da ogni commento, il presidente dell’ente congressuale.

“A Manipur ci sono stato due mesi fa” ha fatto sapere il leader religioso tibetano che presenzierà invece, il 17 marzo, al grande evento organizzato a Dharamsala, presso il tempio dello Tsuglagkhan, per ricordare il 59° anniversario dell’arrivo di Sua Santità in India, il 17 marzo 1959. Nel suo sito web ufficiale, l’Amministrazione Centrale Tibetana ribadisce che sotto la sua leadership e con la benedizione del Dalai Lama, i tibetani in India, nel corso del 2018, esprimeranno pubblicamente la loro gratitudine al governo e al popolo indiano per aver consentito agli esuli di preservare la propria peculiare cultura e identità e di portare avanti la loro lotta pacifica per la libertà e la giustizia.

Fonti: Phayul – TibetNet

Lobsang Sangay chiede all’UNESCO di avviare un’indagine sull’incendio scoppiato al Jokhang

Incendio Jokhang 2In una lettera aperta inviata all’UNESCO il 14 marzo, Lobsang Sangay, presidente dell’Amministrazione Centrale Tibetana, ha chiesto all’organizzazione ONU di avviare un’indagine sull’incendio scoppiato nel tempio del Jokhang, a Lhasa, il 17 febbraio. Citando nuove e attendibili fonti, il presidente Sangay afferma di ritenere possibile che le fiamme abbiano gravemente danneggiato sia il tempio sia le numerose statue, reliquie e manoscritti in esso contenute provocando “la perdita irreparabile dei sacri tesori di un’antica civiltà”.

Il presidente tibetano lamenta inoltre “l’assordante silenzio del governo cinese che ha suscitato preoccupazione e privato di una risposta sia i tibetani sia la comunità internazionale”. “Nonostante le autorità di Lhasa affermino che il danno provocato dall’incendio non sia importante, le immagini e i video postati sui social media mostrano il tempio del Jokhang completamente avvolto dalle fiamme e fanno supporre che la devastazione sia molto più estesa”. “Chiedo quindi all’UNESCO – conclude Lobsang Sangay – di inviare a Lhasa una missione per accertare l’entità dei danni causati dal fuoco alla statua dello Jowo Buddha e al tempio del Jokhang nel suo complesso”.

Fonte: TibetNet